Pulizia degli uffici postali delle province di Belluno e Treviso: tfr in arrivo per le lavoratrici

Si erano rivolte alla Fisascat Cisl. Dopo il cambio dell’appalto, le dipendenti attendevano il trattamento di fine rapporto da più di un anno: fino a 4mila euro a testa

Un ufficio postale

Primo risultato positivo raggiunto dalle lavoratrici iscritte alla Fisascat Cisl di Belluno Treviso e occupate presso l’appalto del servizio di pulimento degli uffici postali dei territori di Treviso e Belluno. Le 39 dipendenti che prestano servizio nei 187 uffici postali della Marca e le 28 che lavorano nei 99 uffici del Bellunese, da agosto 2018 erano in attesa di ricevere le competenze di fine rapporto dall’azienda Global Service, cooperativa di Caltanissetta che, alla scadenza dell’appalto, non aveva loro riconosciuto il trattamento di fine rapporto. Di queste lavoratrici, 31 associate alla Fisascat Cisl hanno dato mandato all’Organizzazione Sindacale ad aprire una vertenza per recuperare dal committente Poste Italiane Spa quanto dovuto dalla Global Service. Entro la giornata di venerdì 8 novembre sarà finalmente consegnato alle lavoratrici aderenti alla categoria cislina l’assegno corrispondente al valore del Trattamento di fine rapporto maturato, che in alcuni casi arriva fino a 4.000 euro.

«Questo risultato positivo -affermano Daniela Zuliani e Simone Centa, operatori della Fisascat Cisl Belluno Treviso- è frutto della determinazione di tutte le lavoratrici e in particolare del costante impegno delle delegate sindacali che, anche nei momenti di difficoltà delle proprie colleghe, sono state capaci di sostenerle e accompagnarle nel lungo percorso che hanno dovuto affrontare per l’ottenimento di quanto spettante».

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«Purtroppo -spiegano Patrizia Manca e Stefano Calvi della Segreteria Fisascat Cisl Belluno Treviso- è ormai consuetudine che le aziende che di volta in volta si aggiudicano l’appalto del pulimento degli uffici postali delle due province al momento di chiusura dell’appalto, lascino le lavoratrici con delle differenze retributive. Più volte siamo stati costretti ad aprire delle vertenze per avere il riconoscimento di quanto dovuto. Non ci stancheremo mai di dirlo: sugli appalti è necessario riporre maggiore attenzione e bisogna ridare dignità ai lavoratori di questo settore. Oggi vediamo finalmente riconosciuto un diritto per le dipendenti che si sono rivolte a noi. Per loro continua la nostra battaglia per recuperare anche le ore di straordinario e di lavoro supplementare che non sono state pagate, così come altre competenze non riconosciute dalla Global Service nè dalle altre aziende che si sono succedute nell’appalto».

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