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Precari della scuola dal Prefetto: «Serve stabilizzare attraverso concorsi straordinari»

Le parole di Teresa Merotto, segretario generale Cisl scuola Belluno Treviso

 

Nella giornata di mobilitazione nazionale dei precari della scuola, oggi mercoledì 14 ottobre, una delegazione di insegnanti e di rappresentanti sindacali ha incontrato il Prefetto di Treviso, Maria Rosaria Laganà. La richiesta che è stata portata all’attenzione di Maria Rosaria Laganà è precisa: un piano di stabilizzazioni attraverso procedure concorsuali straordinarie.

«Oggi -spiegano i rappresentanti territoriali di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Gilda Unams- il lavoro nelle scuole poggia anche sul 30% di organico occupato da lavoratrici e lavoratori precari che operano con professionalità e serietà, rispetto ai quali si è abusato del ricorso al contratto a termine senza mai offrire loro alcuna possibilità di abilitazione o di stabilizzazione. Avviare in un contesto di emergenza igienico-sanitaria lo svolgimento delle prove del concorso straordinario (e a seguire un maxi-concorso con oltre 500.000 candidati) non produce alcun effetto immediato in termini di assunzioni, mentre espone la scuola e il personale coinvolto a due ordini di rischi: un possibile aumento dei contagi nelle scuole e la possibilità che molti precari, trovandosi eventualmente in situazione di contagio o di quarantena come effetto del lavoro che svolgono e che li espone a tali condizioni, siano esclusi dalla partecipazione al concorso. Si tratta di un’evenienza inaccettabile, che vanificherebbe per ragioni certamente non imputabili al personale, il lavoro di diversi anni».

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«Vi è poi da chiedersi - proseguono i rappresentanti sindacali - se sia opportuno sottrarre alle scuole appena ripartite 66.000 docenti per almeno due giorni, con l’incremento che ne discende, inoltre, dei flussi di mobilità sul territorio per quanti potrebbero partecipare alle prove in regione diversa da quella di servizio. È necessario che Governo e Parlamento promuovano un più complessivo ripensamento su una procedura che, se nell’immediato si rivela unicamente un fattore di ulteriore stress per le scuole, meriterebbe comunque di essere riconsiderata alla luce di quanto avvenuto anche in altri settori della pubblica amministrazione, mettendo in atto percorsi di stabilizzazione per titoli e prova orale che consentirebbero di garantire l’assunzione in forma stabile di quei precari già oggi impegnati in cattedra».

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Tre le proposte avanzate dai Sindacati della scuola: stabilizzare tramite una prova orale e la valutazione dei titoli i docenti con tre anni di servizio; per quanto riguarda il sostegno, stabilizzare tramite prova orale i docenti specializzati, garantendo così la continuità didattica agli alunni con disabilità; avviare dei percorsi abilitanti a regime per tutti e in particolare per i docenti con 3 anni di servizio.

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