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Attualità Sant'Ambrogio di Fiera / Prato Fiera

Treviso Pride si sposta in periferia: corteo dalla stazione a Prato Fiera

A guidare la sfilata del 17 giugno saranno le famiglie arcobaleno e le coppie omogenitoriali al centro del dibattito degli ultimi mesi. Nasce la Carta d’Intenti provinciale a tutela dei diritti Lgbte

«Treviso Pride torna perché, nonostante tutto, la nostra convinzione rimane forte, sapendo che tanto l’Italia quanto Treviso è piena di persone pronte a lottare insieme a noi». A dirlo sono gli organizzatori e organizzatrici del corteo arcobaleno promosso quest'anno da: Agedo Treviso, Famiglie Arcobaleno Veneto, Coordinamento Lgbte Treviso e Non Una Di Meno Treviso.

L'appuntamento è per sabato 17 giugno con raduno alle ore 16 in via Roma (di fronte alla stazione dei treni), il corteo si snoderà in centro storico, attraversando il quartiere di Santa Maria Maggiore, per poi transitare oltre Porta Carlo Alberto, lungo tutto viale IV Novembre, fino a raggiungere Prato Fiera che sarà luogo dei discorsi ufficiali, ma anche di musica e spettacoli. Sarà un vero Pride di periferia, che dopo quelli degli scorsi anni vuole toccare un’altra parte della città. In testa al corteo manifesteranno le famiglie arcobaleno, seguiranno i gruppi delle realtà organizzatrici e tutto i partecipanti, con una “zona bianca”, dedicata alle persone con fragilità motorie e sensoriali, per bambini, anziani e tutti coloro che abbiano bisogno di uno spazio di decompressione. Treviso Pride 2023 sarà inserito nell’Onda Pride di quest’anno, come quello del 2016 e del 2019, e costruito dal basso, attraverso l’autofinanziamento. In avvicinamento all'evento si svolgeranno due assemblee pubbliche, il 10 e 25 maggio, allo scopo di coinvolgere altre realtà del territorio, raccogliere ulteriori istanze, suggerimenti e testimonianze.

Il commento

«Scenderemo in strada come persone gay, lesbiche, bisessuali, asessuali, trans* e non-binary autodeterminate e orgogliose dei nostri corpi, dei nostri desideri, delle nostre relazioni e delle nostre vite. Riempiremo le piazze e le vie con la nostra presenza, insieme con lɜ nostrɜ figlɜ e le mille forme delle nostre famiglie, con i nostri genitori e amicɜ. Attraverseremo la città di Treviso come una comunità resistente, prontɜ a difendere e lottare per i nostri diritti, nonché sensibile nei confronti di altre forme di discriminazione per un mondo fatto di rispetto e inclusione sociale, di progresso civile e non di sola sopravvivenza. Ritenendo che sia giunto il momento per richiedere risposte concrete, abbiamo deciso di cambiare la logica con cui usualmente i Pride si relazionano con le istituzioni comunali, ovvero il patrocinio, optando per uno strumento attraverso cui porre a tutte le realtà locali la necessità di assumersi la responsabilità di prendere in carico le nostre istanze e rispondere ai bisogni della società trevigiana».

La carta d'intenti

La Carta d’Intenti contiene al suo interno le misure minime essenziali per la tutela e il riconoscimento dell’autodeterminazione delle persone LGBTQIA+. La Carta d’Intenti verrà proposta non solo alle Amministrazioni Comunali del territorio provinciale, ma anche a quegli enti e organismi pubblici, a partire dall’Ulss 2, la cui azione tocca direttamente le nostre vite, così come alle forze politiche, ai soggetti di rappresentanza e al mondo associativo.

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