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Lunedì, 26 Settembre 2022
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«Sulla pedonalizzazione Pums troppo lento». Park Vittoria: «Ci servirà tra cinque anni?»

Impegno civile ha presentato alcune idee emerse nel corso di un convegno che si è svolto nel marzo scorso, con un occhio al nuovo piano della mobilità presentato dal Comune. No alla lottizzazione all'ex consorzio agrario: «Meglio un bosco urbano». Promosso il parco Eolo, modello da riproporre in ogni quartiere, e via alla proposta di ponti ciclopedonali e una ciclabile di gronda per collegare i quartieri a nord della città

La recente presentazione del Pums (il piano di mobilità sostenibile) da parte di Ca' Sugana, in attesa dell'iter di osservazioni, controdeduzioni, passaggi in sede regionale, commissione e consiglio comunale, continua a suscitare reazioni contrastanti nel mondo economico e politico trevigiano. Oggi, 14 luglio, a far sentire la sua voce, con alcune proposte e altrettante critiche, è stata l'associazione Impegno civile, con l'ex assessore Luciano Franchin, l'ex consigliere comunale Giovanni Negro e l'architetto Alessandro Tirri. Oltre a rilanciare l'idea di un bosco urbano "orizzontale" al posto della lottizzazione dell'ex consorzio agrario, a Ponte della Gobba che porterebbe ad un notevole aumento del traffico lungo la circonvallazione del put, Impegno civile, propone l'introduzione di collegamenti ciclopedonali sopraelevati per superare le principali strade trevigiane ad alto scorrimento e un percorso ciclabile di gronda, protetta, che possa collegare tutti i quartieri, soprattutti quelli nella zona a nord della città.

«Viviamo in una città di 85mila abitanti e di questi 70mila vivono nei quartieri che sono ghetti, dei "non luoghi" -ha spiegato Negro- il centro storico è sempre più un "mostro sotto formalina"». L'impressione di Impegno civile è appunto che il Pums sia troppo lento e ancora molto orientato al centro storico. «Siamo a disposizione, non vogliamo fare polemica -sottolinea Franchin- ci sono già delle soluzioni praticabili, non arriviamo certo ultimi». Ci sono poi modelli che già ora funzionano e sono da replicare. «Il parco Eolo ad esempio è un luogo di aggregazione che andrebbe replicato in ogni quartiere»: sottolinea Tirri.

Parlare delle elezioni del 2023 è ancora un tabù da queste parti. «Prima delle alchimie elettorali bisogna parlare di programmi concreti, messi nero su bianco. Sul Pums molto avevamo già detto»: dicono Negro e Franchin. E poi c'è la pedonalizzazione, il tema caldo del momento, in passato molto più divisivo di oggi: in base al piano dovrebbe essere raggiunta nell'arco dei prossimi dieci anni. «La casa brucia, non c'è più tempo -ha detto Negro- il Comune ha fatto il Paesc (piano d'azione per l'energia sostenibile ndr) che dice che vogliamo ridurre l'inquinamento del 40% entro il 2030: ma se il Pums prevede di ridurre il traffico del 20/25% in dieci anni e siccome il traffico privato è il 36% delle emissioni, è evidente che i conti non tornano, c'è una discrasia. E' troppo lento questo Pums, non abbiamo dieci anni di attesa per arrivare a pedonalizzare quasi a raso mura, ci vuole coraggio. Dobbiamo inoltre chiederci se tra cinque anni ci servirà ancora il park di piazza Vittoria e cosa ci sarà costato? secondo voi avremo tre macchina per famiglia, avremo i suv o abbiamo la macchina piccola o il monopattino elettrico».

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