Giovedì, 18 Luglio 2024
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Primo Maggio, studenti donano le rose ai lavoratori in servizio

Pane e rose, questo il nome dell'iniziativa promossa lunedì 1 maggio dalla Rete Studenti Medi del Veneto. Anche a Treviso i giovani hanno portato le rose ai lavoratori: «Basta con la cultura del profitto»

In occasione della Festa dei lavoratori, la Rete degli Studenti Medi del Veneto insieme all'Unione degli Universitari e alla Filcams Cgil hanno riproposto a Treviso e in altre città del Veneto l'iniziativa "Pane e Rose". Si tratta della consegna di rose ai lavoratori dipendenti in servizio anche durante il 1º Maggio, per denunciare una cultura del profitto che non si arresta neppure durante una festività istituita proprio nel nome di questi stessi lavoratori. 

pane e rose treviso 3

I commenti

«È una pratica che riproponiamo perché riteniamo sia incisiva e simbolicamente potente - spiega Marco Nimis, coordinatore della Rete degli Studenti Medi del Veneto -. Il nome e la scelta dell'elemento del fiore provengono da una protesta risalente al 1912, ricordata attraverso lo slogan Pane e Rose e messa in atto dai lavoratori di un'industria tessile a Lawrence, che protestarono contro il taglio dei salari chiedendo la possibilità non soltanto di sopravvivere, ma di avere una retribuzione sufficiente anche a potersi godere le gioie della vita. Riproporre la storia di questo sciopero ci sembra emblematico, il mondo del lavoro a oggi è ancora troppo spesso legato a dinamiche di tossica competitività e meramente volte al profitto ed è evidente soprattutto nel contesto delle nuove generazioni. Proprio noi giovani, infatti, siamo destinati a lavori precari, spesso sottopagati e sminuiti in maniera classista, per poi ricevere critiche ed essere additati come incapaci e scansafatiche.  Per questo ci avete visto durante gli anni passati e ci vedrete negli anni futuri nelle città della nostra Regione, per supportare una Festa dei lavoratori che valga per tutti e che assicuri tutele e sussidi reali, occasione di ragionamenti e ripensamenti collettivi».

«Anche quest'anno a Treviso siamo andati a consegnare una rosa ai lavoratori e alle lavoratrici che stanno lavorando pur essendo il 1 maggio, per far sentire la nostra vicinanza e solidarietà e per denunciare come questo sistema opprimente e basato sulla precarietà non può essere sostenuto nel tempo» conclude Annavaleria Steni, della Rete degli Studenti Medi di Treviso

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