Risse in città, giro di vite del Comune. Conte: «Serve il daspo urbano»

Migliaia di ragazzi si sono dati appuntamento sabato scorso nel centro di Treviso. Dal prossimo week end rafforzata la vigilanza della polizia locale, con costante monitoraggio delle telecamere di videosorveglianza. Ancora danni al parco Eolo: canestro distrutto

Monitoraggio costante delle telecamere di videosorveglianza del centro, per poter intervenire in tempo reale inviando pattuglie in caso di episodi critici, rafforzamento del presidio in città da parte delle forze dell'ordine e controllo dei canali social, soprattutto Instagram, Tik Tok e Telegram. Sono solo alcune delle contromisure allo studio per evitare il ripetersi di quanto accaduto sabato scorso nel centro di Treviso: migliaia di ragazzini che si sono dati appuntamento in città per assistere (a in alcuni casi anche partecipare) ad una maxi rissa che avrebbe dovuto avvenire al Duomo ma è stata evitata dall'intervento di pattuglie della polizia locale e delle volanti della Questura. Nonostante ciò si sono ugualmente verificate almeno quattro zuffe tra ragazzi e sono in corso indagini per identificare i protagonisti.

«Gli episodi di violenza sono stati limitati rispetto al grande numero di ragazzini che sono arrivati a Treviso nel weekend -ha spiegato Andrea Gallo- ma anche un solo episodio sarebbe troppo, quindi agiremo sul fronte della prevenzione e anche della repressione. Non si può invocare il lokdown e la Dad o la mancanza di relazioni, si tratta di maleducazione per la quale adotteremo la tolleranza zero».

Il sindaco di Treviso, Mario Conte, ha invocato un utilizzo più esteso del daspo urbano da parte della Questura per i giovani che si sono resi o si renderanno responsabili di episodi di violenza e microcriminalità in città, annunciando che i nomi degli studenti "bulli" autori di reati saranno segnalati ai dirigenti scolastici della scuola di appartenenza. Ciò potrebbe eventualmente influenzare il loro voto in condotta.

Intanto ieri, lunedì 20 settembre, il parco Eolo nel quartiere di Santa Maria del Rovere, inaugurato nel dicembre 2020, ha subito l'ennesimo blitz da parte dei vandali: uno dei due canestri è stato distrutto. A questo episodio il sindaco Conte ha dedicato, sulla sua pagina Facebook, un intervento in cui richiama sia i giovani ma soprattutto i genitori.

«Parco Eolo, inaugurato nemmeno un anno fa. Canestro distrutto -scrive Mario Conte- Un peccato. Un'altra occasione persa. Poi ci sono gli imbrattamenti delle mura, dei portici e di altri monumenti. Infine gli appuntamenti sui social per prendersi a botte in centro, o le corriere bloccate a suon di minacce per salire o tirando il freno di emergenza per scendere. Questi sono alcuni episodi che hanno visto protagonisti ragazzi giovanissimi, alcuni di questi beccati e portati in Comando fra lacrime e pianti. Poche ore prima, magari, si vantavano in diretta su Instagram delle proprie "bravate" come medaglie al valore da esibire fra coetanei. C'è qualcosa che non va. C'è pure chi prende le difese di questi criminali in erba, e non mi riferisco a quella che nascondono nei giubbotti. Le istituzioni possono organizzare tavoli, promuovere campagne, premiare gli studenti, fare rete, quando possibile (ed è successo) prevenire e (se necessario) reprimere ma NON POSSONO SOSTITUIRSI ALLE FAMIGLIE. Mi rivolgo ai genitori che mi leggono e in particolare ai padri e alle madri di questi giovani. Chiedete mai ai vostri ragazzi dove vanno, dove sono stati? Se hanno bevuto, se hanno fumato? Siete attenti all'utilizzo che fanno dei social, siete presenti nel loro percorso scolastico? Gli sbattete mai in faccia la realtà? Il futuro si costruisce forse creando un evento su Instagram per menarsi in piazza? Glielo dite? Essere genitore è il lavoro più difficile del mondo, ne sono consapevole, ma al netto delle "cavolate" che tutti noi abbiamo combinato da giovani, penso che nessuno si sarebbe mai avventurato in atteggiamenti di sfida nei confronti delle Forze dell'Ordine. Già tornare a casa con la reprimenda di un insegnante era il preludio a qualche ora di terrore fra le mura domestiche. Chiedo ai genitori di ESSERCI. Di essere presenti. Di parlare e se necessario di ROMPERE LE SCATOLE ai ragazzi. Non voglio fare la morale a nessuno, ma questa Città non ha bisogno di vandali, "baby gang" e regolamenti di conti fra 15enni. Gli episodi avvenuti in questi giorni da un lato mi hanno fatto incazzare, dall'altro mi hanno lasciato tanta amarezza. Lo ripeto: ESSERCI. Perché episodi del genere non si ripetano più».

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