Centinaia di trevigiani alle manifestazione dei dipendenti pubblici a Roma

Molte le rivendicazioni: lo sblocco immediato del turn-over, un piano straordinario di assunzioni e la stabilizzazione di precari, il rinnovo di tutti i contratti pubblici e privati

La locandina dell'evento

Anche da Treviso gli addetti del settore pubblico sabato 8 giugno parteciperanno alla manifestazione nazionale indetta da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa in piazza del Popolo a Roma per rivendicare risorse e occupazione per i 16mila lavoratori e lavoratrici delle funzioni centrali, locali e della sanità pubblica, ai quali si uniranno in corteo anche i dipendenti della sanità privata e del terzo settore.

#futuroèpubblico è lo slogan scelto. Molte le rivendicazioni: lo sblocco immediato del turn-over, un piano straordinario di assunzioni e la stabilizzazione di precari, il rinnovo di tutti i contratti pubblici e privati, il cancellamento delle disparità nel sistema previdenziale sia nel settore pubblico riguardo al trattamento di fine rapporto, sia su Quota 100 e sui lavori gravosi, la garanzia di una contrattazione sui processi di riorganizzazione e sulle questioni del personale per dare più valore alla contrattazione decentrata e tutelare la dignità dei lavoratori, maggiori investimenti nei servizi pubblici per contrastare i processi di esternalizzazione dei servizi che determinano dumping contrattuale e mancata universalità dei diritti per i cittadini.

E ancora, Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa chiedono un taglio netto alle consulenze e una revisione immediata del codice degli appalti pubblici, soprattutto per rafforzare la clausola sociale e la parità di trattamento tra lavoratori del settore pubblico e del settore privato, l’avvio di un vero processo di razionalizzazione della spesa pubblica e di lotta agli sprechi e alla corruzione, di investimenti seri per il potenziamento dei servizi ispettivi e maggiore tutela e garanzie per la sicurezza sul lavoro e per la lotta alla illegalità, finanziamenti per il Servizio Sanitario Nazionale, per le politiche sociali, a sostegno dell’infanzia e della non autosufficienza.

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«Scendiamo in piazza -spiegano Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa- perché lavoratori, cittadini e imprese hanno bisogno di una pubblica amministrazione efficace, di politiche che guardino alla dignità e al benessere di tutti, perché i servizi pubblici garantiscano realmente equità nel Paese. Manca personale, anche per effetto della cosiddetta Quota 100, manca la valorizzazione delle professioni, mancano investimenti in servizi e qualità del lavoro. Alcuni contratti non vengono rinnovati da più di 12 anni e parliamo di persone che si occupano della nostra salute, della nostra assistenza e di quelli dei nostri cari e delle persone più fragili. Siamo tutti cittadini e tutti lavoratori, la battaglia dei dipendenti pubblici è una lotta generale che riguarda l’idea di solidarietà e la garanzia dei diritti sociali per tutti. Le pubbliche amministrazioni sono al collasso per la carenza strutturale di personale, e questo significa non solo carichi di lavoro insostenibili, ma anche una penalizzazione per la qualità e la quantità dei servizi che si è in grado di offrire ai cittadini. Non c’è futuro senza lavoro, non c’è uguaglianza senza servizi pubblici».

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