C'è l'ok alle sagre, l'altolà alle Pro Loco: «No all'asporto e location diffuse»

L'appello che il presidente di UNPLI Veneto, Giovanni Follador ha rivolto nei giorni scorsi ai volontari di tutta la regione

Una classica sagra trevigiana

«Le Pro Loco lavorano sempre avendo un occhio di riguardo per la propria comunità, non pensando solamente ai singoli cittadini, ma anche a tutti coloro che nel territorio trovano forza e sostentamento. Il mio invito ai volontari, quindi, è di pensare in grande e di coinvolgere chi, durante il periodo emergenziale, è stato più colpito e fa fatica ad andare avanti». Questo l'appello che il presidente UNPLI Veneto, Giovanni Follador (foto qui in basso), ha rivolto nei giorni scorsi ai volontari di tutta la regione, pronti a ripartire con le proprie attività dopo il lungo stop dovuto all'emergenza sanitaria, anche se con le dovute precauzioni e nel rispetto di tutte le misure di sicurezza.

Follador 3-2-2

Le ultime delibere regionali, infatti, hanno dato ufficialmente il via libera all'organizzazione di manifestazioni e sagre, attività che fanno parte del DNA delle Pro Loco che, negli anni, si sono ritagliate un ruolo importante nell’identità e nell'animazione del territorio. Attività che oggi devono comunque tener conto della situazione attuale, in quello spirito di collaborazione e supporto che fa parte del mondo Pro Loco. Per questo l'invito è di avviare una collaborazione con quei comparti che durante la pandemia hanno particolarmente sofferto, come ristorazione, accoglienza e professioni turistiche. La volontà di Follador e delle Pro Loco del Veneto è rendere protagonisti proprio i settori in difficoltà, ad esempio con serate a tema con uno o più ristoratori del comune di appartenenza, momenti di show-cooking, visite guidate ed escursioni con guide abilitate, in un’ottica di solidarietà ma, soprattutto, di crescita comune.

Per lo stesso motivo, alle Pro Loco è stato chiesto di evitare (quando possibile) l'organizzazione di sagre con cibo da asporto, lasciando questo compito agli esercizi di ristorazione che, ora più che mai, hanno bisogno di risollevarsi da una profonda crisi che rischia di metterli in ginocchio, nella consapevolezza che se un'attività chiude tutto il territorio diventa più povero. E l'invito è anche quello di cercare nuove tipologie di manifestazione, come gli eventi diffusi nel territorio, che non concentrino quindi tutto il pubblico in un'unica sede, ma che prevedano, ad esempio, momenti di intrattenimento in diverse location, visite ed esposizioni di prodotti tipici presso i produttori o i negozi, attività di animazione nei tanti e suggestivi luoghi che il Veneto offre.

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Un nuovo modo di intendere le manifestazioni sul territorio, dunque, che ha il duplice scopo di sostenere l'economia locale – in ogni suo aspetto – rinnovando al contempo l'offerta delle Pro Loco. «Sono molto contento perché ho saputo che il mio invito era già stato anticipato da più iniziative -conclude Follador- basti pensare a Festa Granda, che ha visto il coinvolgimento di quasi 150 attività tra ristoratori, produttori e addetti all'ospitalità, o all'evento "Campanot Virtual Edition" della Pro Loco di Pieve Castionese, che, tra il 19 ed il 28 giugno, ha visto ogni giorno protagonista della serata un ristorante diverso della città, con un proprio piatto consegnato dalla Pro loco a chi aveva prenotato». Una dimostrazione di come creatività ed inventiva possano far rivivere il territorio, valorizzando tutti gli attori che vi operano, nessuno escluso.

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