Il bilancio dei saldi a Treviso: oltre il 70% delle transazioni è con moneta elettronica

Le svendite, per il commercio tradizionale, nel mese di gennaio, hanno decretato un incremento delle vendite variabile a seconda del periodo: a inizio saldi il fatturato è aumentato per il 40% delle imprese intervistate, mentre a fine mese lo è solo per il 3%

Una vetrina

La metà di febbraio è passata ed il monitoraggio sui saldi di Federmoda Confcommercio nella provincia di Treviso conferma la tendenza in atto nel territorio nazionale: anche a Treviso e provincia il consumatore medio spende, nei saldi, tra i 98 ed i 110 euro a testa. Tra gli intervistati, il 95% conferma di orientare le proprie scelte di acquisto sui capi di abbigliamento, l’82% sulle calzature, il 32% sugli accessori. Le svendite, per il commercio tradizionale, nel mese di gennaio, hanno decretato un incremento delle vendite variabile a seconda del periodo: a inizio saldi il fatturato è aumentato per il 40% delle imprese intervistate, mentre a fine mese lo è solo per il 3%, segno evidente che l’appeal del saldo si esplicita essenzialmente nelle prime 3 settimane.

«La vera novità di quest’anno -commenta il presidente di Federmoda Confcommercio Guido Pomini- sono le transazioni. Oltre il 70% delle imprese intervistate afferma che la stragrande maggioranza di queste avviene con moneta elettronica. In particolare: il 45% utilizza il bancomat, il 48% le carte di credito e solo il 6% in contante. Una tendenza- afferma Pomini- che va innanzitutto supportata con infrastrutture e tecnologie adeguate, e sostenuta con sostanziale revisione al ribasso delle commissioni bancarie a carico dell’esercente. In alcune zone, dove non arriva internet veloce, una transazione con moneta elettronica richiede attese fino a 15-20 secondi, inaccettabili a fronte del costo e delle esigenze di modernità che i consumatori e le imprese della moda stanno esprimendo sempre più. Tanto più in un contesto storico in cui la rivoluzione digitale è avviata, anche per decreto».

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Quanto alle date, Pomini non ha dubbi: «Anche questa ultima rilevazione conferma che “vanno spostate più avanti”. Sosteniamo con forza quanto richiesto all’ Assessore regionale Marcato da Federmoda Veneto: la posticipazione dei saldi invernali al primo sabato del mese di febbraio e di quelli estivi all’ultimo sabato di luglio, con divieto di effettuare le vendite promozionali nel solo mese di dicembre e in quello di luglio, convinti che tale principio verrà applicato in maniera omogenea in tutta Italia».

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