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Fragilità psico-sociale: il grido d'allarme delle associazioni di volontariato trevigiane

Ivano Pillon (disabilità): «Negli ultimi 5 anni sono stati spostati fondi per 25 milioni di euro dal sociale al sanitario, in questo modo si è scelto di non investire più». Roberto Manera (Serd): «C'è almeno un 25% di ragazzi che non riusciamo a raggiungere, il servizio dipendenze vede 2, 3 giovani ogni settimana». Giorgio Pavan (Israa): «Il 48% degli anziani in Provincia di Treviso vive solo, non usufruisce di alcun servizio»

Nel secondo appuntamento del ciclo dedicato alla salute mentale nel territorio della Provincia di Treviso, patrocinato da Comune e Provincia, Volontarinsieme ha scelto di focalizzare l'attenzione sulla tutela giuridica delle persone con fragilità psico-sociale. Sono sempre di più le persone affette da problemi complessi, chi vive queste difficoltà, che possono comprendere anche il non riuscire a prendere decisioni che li riguardano, è stato identificato come destinatario della legge 6 del 2004, una legge che ha già 20 anni e che necessita di essere aggiornata. Questi incontri – spiega Anna Corò, Presidente di Volontarinsieme - vogliono mettere a confronto parti sociali e istituzioni per creare un nuovo modello affinchè nessuno rimanga più indietro, superando il sistema che oggi prende in carico la fragilità in tutte le sue forme solo quando il bisogno diventa urgente.

Presenti all'incontro Paola Roma, Presidente della Conferenza dei Sindaci, Sonia Brescacin, Presidente della V Commissione Sanità della Regione Veneto e il Direttore dei Servizi sociali dell' Ulss2 Roberto Rigoli che ha annunciato come il Tar abbia dato parere sfavorevole al concorso per psicologi presentato dall'Ulss con la conseguente necessità di dover ricominciare da capo nella ricerca di personale tra psicologi e psichiatri.

Diversi i temi urgenti affrontati nel corso dell'incontro, tanti i gridi di allarme lanciati da chi opera negli ambiti delle dipendenze, della disabilità e della terza età. Secondo Giorgio Pavan, Direttore Israa: «Oggi assistiamo più anziani in casa che nelle strutture ma ci sono ancora troppi anziani ultra 75enni che non sono raggiunti da alcun servizio».

Un pò di numeri. In Italia su 14 milioni di anziani, 2,4 milioni sono ultra 80enni, 1,4 milioni non autosufficienti, 330000 sono i posti letto nelle Rsa, 1.200.000 le badanti, 500.000 le persone seguite dall'assistenza domiciliare, mentre sono 2 milioni le persone non autosufficienti sconosciute ai servizi. In Provincia di Treviso: 200.000 anziani, 31.000 ultra 85enni, 50.000 non autosufficienti, 15mila badanti. 5500 posti letto nelle Rsa, 7000 persone seguite in casa: almeno 25mila anziani non autosufficienti non sono conosciuti dal sistema. In Provincia di Treviso un abitante su 5 ha più di 64 anni mentre il 48% delle persone ultra 75enni abita da solo. Per Pavan è necessario in tempi brevi avviare una rivoluzione culturale ed economica.

Il tavolo dei relatori-2

Dati confermati anche da Roberto Manera, Direttore del dipartimento per le dipendenze di Treviso: i servizi non riescono ad intercettare 1 fragilità su 4. «Il 25% di ragazzi in Provincia di Treviso avrebbe bisogno di essere aiutato e ascoltato. Ce lo dice una ricerca promossa nelle scuole dalla quale emerge che una buona fetta dei ragazzi ha poche aspettative di successo per sè dal punto di vista lavorativo e affettivo. Ci sono ragazzi che non ne hanno affatto. Noi come Serd vediamo 2, 3 persone nuove a settimana, ma questo numero non è purtroppo rappresentativo del panorama di fragilità che esiste sul territorio».

Negli ultimi 5 anni, spiega, invece, Ivano Pillon, presidente Coordinamento provinciale Associazioni disabilità - sono stati spostati fondi per 25 milioni di euro dal sociale al sanitario, in questo modo si è scelto di non investire più. Nelle scuole manca personale adeguato in qualità e quantità per la gestione della disabilità mentre i centri diurni si stanno riempiendo sempre di più di persone con disabilità psichica, che non possono essere sistemati in altri posti perchè non ci sono strutture adeguate.

Focus importante grazie al contributo del giurista Paolo Cendon e dell'avvocato Barbara Schiavon, sulle problematiche legate all'amministratore di sostengo. Cancellerie senza personale e tribunali oberati di lavoro rendono mera burocrazia l'attività dell'amministratore di sostegno che sovente non riesce a incarnare il ruolo previsto dalla legge 6 del 2004.

Cendon ha ricordato come l'art 3 della Costituzione indichi che è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli, tradotto: la collettività ha l'obbligo di sostenere chi ha un bisogno. Per Cendon anche il Comune di Treviso dovrebbe introdurre il Profilo Esistenziale di Vita, così come fatto dal Comune di Reggio Emilia: 10 pagine in cui sono raccolte le volontà, i valori, le abitudini di persone con fragilità e disabilità che possano sopravvivere così, anche legalmente, una volta venuti a mancare i suoi genitori.

Conferma questa tesi Barbara Schiavon, Referente Aiaf: «Ad oggi in tribunale ci sono 260000 procedimenti pendenti , è impensabile che un sistema regga un carico così massiccio. Io stesso ho ricusato il giudice tutelare di amministratori che non funzionano – ha confermato in chiusura Giorgio Pavan, direttore dei centri di servizi per anziani Israa – la realtà è ben diversa rispetto alla legge, le persone che entrano nelle Rsa non sempre decidono autonomamente di entrarvi». La Casa di Riposo, se non scelta autonomamente, a volte, è la miglior scelta possibile, ma i casi sono diversi e vanno analizzati uno a uno. Quello di venerdì scorso, presso la Provincia di Treviso, è stato il secondo incontro organizzato sul tema della salute mentale, a questo ne seguirà un terzo. La data non è ancora stata fissata.

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