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Mercoledì, 1 Febbraio 2023

Nella chiesa di San Francesco una nuova Cappella della Riconciliazione per le confessioni

I lavori di riqualificazione prevedono anche il restauro dei paramenti murari delle cappelle adibite a penitenzieria e la ricollocazione di un frammento di affresco raffigurante la Madonna con il bambino. L’intervento, progettato da 593 Studio e finanziato da BCC Pordenonese e Monsile, è stato presentato da Padre Oliviero Svanera e dal sindaco Mario Conte

Negli ultimi due anni e mezzo, a causa della pandemia, i confessionali presenti all'interno della chiesa di San Francesco, nel cuore del centro di Treviso, non erano stati più utilizzati. A breve prenderà il via un progetto di riqualificazione architettonica ed artistica della navata laterale che porterà alla realizzazione di una nuova Cappella della Riconciliazione. Il progetto è stato presentato oggi, 15 dicembre. L’edificio, che ospita i Frati Minori Conventuali, di proprietà del Comune di Treviso, verrà sottoposto ad un intervento unitario, che prevede anche il restauro dei paramenti murari delle cappelle adibite a penitenzieria, la ricollocazione di un frammento di affresco raffigurante la Madonna con il bambino.

Il luogo della Penitenzieria sarà individuato in corrispondenza dell’ingresso della chiesa, delimitato rispetto al luogo della celebrazione con un complemento d’arredo ligneo, indipendente dalle pareti retrostanti della navata. Ci sarà inoltre una rampa laterale che non solo avrà la funzione di eliminare le barriere architettoniche ma anche di creare una sequenza di ingresso. Un nuovo piano scultoreo in legno andrà a delimitare il luogo della Nuova Cappella, dall’aula principale della Chiesa, una sorta di quinta visiva, un varco tra due ambienti in continuità tra loro ma nel contempo dotati di una dignità propria.

Centrale nell’intervento sarà il recupero degli antichi affreschi, concentrati sulla volta della prima cappella che presenta un apparato decorativo a grottesche di epoca cinquecentesca. Questi, infatti, presentano allo stato attuale una precaria adesione al supporto murario in mattoni, con patine biologiche miste ed effetti di diffuso degrado. La superficie, in buone condizioni ma annerita, verrà opportunamente pulita, così come verrà effettuato un lavoro di rigenerazione degli intonaci non dipinti.

L’affresco della Madonna con bambino, collocato sul pilastro destro dell’arcone che dà accesso alla prima cappella della Penitenzieria, attualmente in una posizione che non ne valorizza la visibilità, verrà ripensata la collocazione (senza la teca e con opportune opere di conservazione), ricontestualizzandola per conferire una funzione effettiva, come momento complementare all’atto penitenziale.

L’intervento, progettato dall’arch. Michele Sbrissa – 593 Studio, con Raffaele Villano, Emanuele Baggio, Anna Disarò, Aurora Pizziolo e Alberto Simioni (in collaborazione con lo scultore Flavio Senoner, LA Nova Sas e Nuova Alleanza Cooperativa Restauri) avrà un costo complessivo di 45.000 euro, vedrà un investimento da parte del Comune di Treviso di 25mila euro e 20mila da parte della BCC Pordenonese e Monsile.

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«Ancora una volta il lavoro di squadra dà la possibilità di rendere più accogliente e accessibile un luogo importante dal punto di vista storico, artistico e religioso della nostra Città», afferma il sindaco di Treviso Mario Conte. «Questo progetto risponde al bisogno di conservare ma anche di riqualificare una parte della Chiesa di San Francesco, luogo amatissimo dai trevigiani, per renderla sempre più accessibile ai fedeli ma anche ai visitatori, viste le opere di restauro che interesseranno gli affreschi. Ringrazio Padre Oliviero Svanera, che ha dimostrato grande sensibilità e disponibilità, ma anche i progettisti e BCC Pordenonese e Monsile, che ha voluto contribuire alla realizzazione di questo importante progetto».

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«L’importante opera di riqualificazione dell’area penitenziale consente oggi di poter fruire di un luogo adatto all’ascolto delle persone e allo svolgimento della prassi celebrativa. Inoltre l’accurata e seria progettazione, frutto di una feconda sinergia tra la comunità dei frati, la proprietà, la BCC e la Diocesi, ha voluto recuperare finalmente la decorazione del soffitto a grottesche dell’ultima campata della chiesa e valorizzare il lacerto affrescato seicentesco della Vergine col Bambino, oggi parte integrante del percorso sacramentale» rifesisce Don Paolo Barbisan,  Ufficio Diocesano per l’Arte Sacra e i Beni Culturali.

«Il progetto della nuova Cappella della Riconciliazione chiesa di San Francesco di Treviso nasce con l’intento di restituire dignità ad uno spazio cardine che, pur rappresentando il nucleo fondante dell’intero complesso, ne è sempre stato ai margini», dichiarano i progettisti di 593 Studio. «Il progetto, infatti, consiste nella realizzazione di un ambito spaziale che integra una nuova cappella e tre nuovi confessionali all’interno di un’aula riadeguata. Inoltre, sarà curata la parte di restauro architettonico dei paramenti artistici che decorano le due volte a crociera cinquecentesche. Un luogo di raccoglimento, silenzio e contemplazione, immerso nelle tracce artistiche del passato e nella sobria presenza architettonica e materica dei nuovi confessionali lignei ospitati dalle rinnovate armonie cromatiche delle volte».

«BCC Pordenonese e Monsile vuole affrancarsi sempre più come la Banca locale di riferimento per il territorio in cui opera, oltre 110 comuni distribuiti nelle province di Pordenone, Udine, Venezia e Treviso, non solo come istituto che eroga prodotti e servizi bancari ma anche e soprattutto per il suo forte impegno nella tutela e cura del territorio, delle sue tradizioni, delle sue peculiarità e delle sue espressioni artistiche e culturali», sottolinea il Presidente di BCC Pordenonese e Monsile Antonio Zamberlan. «Per questo abbiamo risposto subito alla chiamata dei Frati e del Comune di Treviso, per esprimere con i fatti questo nostro modo di fare banca sui territori e fra le nostre comunità. Riteniamo che questa opera di riqualificazione degli spazi sia un intervento a vantaggio dei fedeli, dei visitatori e del territorio tutto, ed è per questo che siamo lieti di poter fare in maniera concreta la nostra parte».

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