Lunedì, 20 Settembre 2021
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Due premi letterari vinti dai ragazzi del carcere minorile di Treviso

Al termine di un anno scolastico difficile per il Covid-19 uno studente diplomato, uno studente qualificato CFP e altri due che hanno sostenuto gli esami della scuola secondaria di primo grado

Un'aula dell'istituto

Uno studente diplomato, un altro qualificato Cfp, due che hanno sostenuto gli esami della scuola secondaria di primo grado e addirittura due premi letterari vinti (una pubblicazione e un premio di 1500 € che lo studente ha devoluto per attività all'interno dell'Ipm). E' stato costellato di belle soddisfazioni, nonostante le limitazioni dovute alla pandemia del Covid-19, l'anno scolastico del CPIA “A.Manzi“ di Treviso, scuola che opera anche all’interno dell’istituto penale minorile.

La scuola all’interno dell'istituto minorile, diretta dalla dottoressa Michela Busatto (foto qui sotto), ha avuto una funzione importante, in quanto i ragazzi hanno scoperto interessi e sviluppato capacità in settori in cui non si erano mai cimentati: l’istruzione ha creato così nuove possibilità che lo studente potrà sfruttare appena conclusa la pena.

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«I docenti hanno lavorato serenamente in funzione rieducativa e riabilitativa e rispetto alla valorizzazione delle abilità di ognuno degli studenti -ha spiegato la coordinatrice didattica per l'IPM, la professoressa Maria Concetta Bonetti- questo grazie anche alla forte sinergia tra la polizia penitenziaria e l’area educativa. Un altro sostegno importante alla scuola in IPM deriva dal progetto Scuola Superiore sostenuto dal protocollo d’intesa tra: USR Veneto- Regione Veneto- Regione Friuli- Provincie autonome di Treno e Bolzano- IPM e CPIA “A.Manzi”».

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«La pena soprattutto in età adolescenziale diviene un momento di riflessione e non di punizione se lo studio in sé è finalizzato non a riempire le ore vuote, ma a progettare a programmare e a mettersi in gioco. In altre parole non viene realizzata mera istruzione ma vera educazione -conclude Bonetti- Il fine ultimo della scuola, è quello di restituire alla società un ragazzo di coscienza che abbia tutti gli strumenti per affrontare nuovamente il mondo. Il CPIA ha ulteriormente migliorato in servizio in IPM aderendo al Pon Fesr Smartclass promosso dal Ministero della Istruzione, nell’ambito del progetto Classe Connessa che ha permesso di dotare la scuola di mezzi informatici all’avanguardia. Nonostante le limitazioni determinate dalla condizione di detenzione, il CPIA è riuscito a portare il digitale all’interno di un carcere permettendo di introdurre i ragazzi detenuti alla Didattica Digitale Integrata».

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