Domenica, 19 Settembre 2021
Attualità

Covid e scuola, striscioni degli studenti: «Mancano le misure di sicurezza basilari»

L'iniziativa del Coordinamento degli studenti medi, della Rete degli studenti medi e del comitato Priorità alla scuola di Treviso

Uno descri striscioni comparsi oggi

Striscioni e manifesti sono comparsi oggi, mercoledì 23 dicembre, davanti ai principali istituti scolastici superiori di Treviso e Mogliano: ad affiggerli rappresentanti del Coordinamento degli studenti medi, della Rete degli studenti medi e del comitato Priorità alla scuola di Treviso, per mantenere alta l’attenzione di media e istituzioni sui problemi della scuola che dovrebbe, e il condizionale è ancora obbligato, riaprire il 7 gennaio prossimo.

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«Il Coordinamento degli Studenti Medi, la Rete degli Studenti Medi e il comitato Priorità alla Scuola di Treviso -si legge in un comunicato- in quest’ultimo giorno di scuola prima della pausa natalizia hanno posizionato degli striscioni davanti alle principali scuole di Treviso e Mogliano. L’intento è quello di mantenere alta l’attenzione di media e istituzioni sui problemi della scuola. Il rientro al 7 gennaio, infatti, non è per nulla scontato ed è fortemente condizionato dalla disponibilità di mezzi di trasporto adeguati alle esigenze di spostamento di studenti e insegnanti. Per questa ragione i manifesti rappresentano proprio quegli autobus, il cui numero inadeguato, associato a una colpevole mancanza di pianificazione dei trasporti, ha portato alla sospensione della didattica in presenza dopo poco più di un mese dall’inizio della scuola. Un triste primato italiano, in controtendenza con molti altri stati UE che hanno chiuso le scuole solo come extrema ratio. Al problema dei trasporti si uniscono l’inadeguatezza degli spazi e la sostanziale assenza di supporto psicologico per gli studenti e per le studentesse, oltre ovviamente alla mancanza delle fondamentali relazioni sociali ed educative di cui ogni ragazzo ha estremo bisogno. In definitiva, mancano le misure di sicurezza basilari che possano tornare a dare una prospettiva alla scuola italiana, che per ora vive solo tamponando l’emergenza. Coordinamento, Rete e comitato Priorità alla scuola non si fermano, ma annunciano per gennaio ulteriori azioni, se Stato, Regione e Comuni, secondo le proprie competenze, non torneranno a garantire effettivamente il diritto allo studio».

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