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Lunedì, 17 Giugno 2024
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Festa della Repubblica, il sindaco cita Dante: «Fondamentale conoscere la Costituzione»

Nel discorso del 2 giugno Mario Conte ha ricordato le donne della Repubblica come Tina Anselmi e Lorenza Carlassare. Dante Alighieri citato dopo il caso delle scuole Felissent: «Ci ha insegnato che la conoscenza è la vera ragione dell'esistenza umana»

Mattinata di celebrazioni a Treviso, domenica 2 giugno, per la Festa della Repubblica italiana. Le cerimonie ufficiali hanno preso il via alle ore 9.30, in piazza della Vittoria, con l’Alzabandiera e la deposizione delle corone di alloro in onore ai caduti.

La sfilata delle Unità Interforze, accompagnata dalla banda musicale cittadina "D. Visentin", è arrivata in piazza dei Signori dove, dopo l’Inno Nazionale, il personale del comando provinciale dei vigili del fuoco di Treviso ha dispiegato di un drappo tricolore da Palazzo dei Trecento. La lettura del messaggio del Presidente della Repubblica ha anticipato il messaggio del sindaco Mario Conte che ha ricordato due grandi donne della Repubblica come Tina Anselmi e Lorenza Carlassare prima di tornare con una citazione non certa casuale sulla polemica che nei giorni scorsi aveva riguardato l'insegnamento della Divina Commedia in una scuola media proprio di Treviso. Il primo cittadino ha citato proprio i versi di Dante Alighieri per sottolineare l'importanza della conoscenza e dei valori della nostra storia. Nel pomeriggio, dalle ore 12 alle ore 17, per chiudere le celebrazioni del 2 giugno la Caserma “A.Boltar” sede della Sezione Rifornimenti e Mantenimento, ospiterà una mostra statica con esposizione di materiali e mezzi dei Corpi dello Stato.

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Il discorso del sindaco

«La Festa della Repubblica ci invita al ricordo di un evento che ha cambiato la storia del nostro Paese - ha esordito Conte - Alla proclamazione della Repubblica è seguita la Costituzione con i valori e le motivazioni che ispirarono i nostri padri e le nostre madri a creare un'Italia fondata sul lavoro, sulla famiglia, sul pacifismo, sull'antifascismo. Sta a noi, ora, come rappresentanti delle istituzioni ma anche come singoli membri delle nostre comunità, dare quotidianamente un senso a tutto quello che ci è stato lasciato in eredità. Riempire di significato la Repubblica significa assumere quotidianamente un atteggiamento rispettoso, inclusivo, fondato sull'integrazione e sulle pari opportunità. L'esempio deve essere quello delle grandi donne che hanno fatto della Repubblica e della Costituzione la propria missione - ha aggiunto Conte -. Voglio ricordare la trevigiana Tina Anselmi, prima donna ministro. Così come voglio ricordare Lorenza Carlassare, la prima donna a vincere una Cattedra di Diritto Costituzionale in Italia. Donne che diedero un senso alle conquiste, accompagnando l'Italia e gli italiani nel percorso di costruzione di una nuova coscienza. La Coscienza dei diritti civili e sociali, del bisogno di equità, della solidarietà che non scade mai nell'assistenzialismo. Riempire di significato la Repubblica, oggi, sta anche nel conoscere le radici e i fondamenti culturali del popolo. La conoscenza, appunto: quella che Dante, padre della nostra cultura e della Divina Commedia, con quel suo celebre "seguir virtute e canoscenza" lanciava un appello a porre la conoscenza come vera ragione dell'esistenza umana. Una conoscenza, dunque, che non esclude mai e che contribuisce a riempire di significato anche questa giornata e i valori che essa rappresenta. Oggi, in questa piazza, ci troviamo a riaffermare che la Repubblica è di tutti, la sua Costituzione è di tutti e la sua conoscenza è fondamentale per la democrazia e la libertà».

L'intervento del Prefetto

Il Prefetto di Treviso, Angelo Sidoti, ha sottolineato come «le sfide e le gravi difficoltà che ci propongono i temi del cambiamento climatico e della green economy e della loro sostenibilità, l’esigenza di  conservare gli standard di benessere raggiunti richiedano alle istituzioni e ai cittadini singoli e associati uno sforzo maggiore per non dissipare quanto costruito dai Padri fondatori per progredire sulla rotta tracciata e assicurare alla società tutta e a ogni singolo individuo quanto enunciato dall’art. 3 della Carta Costituzionale - evidenziando peraltro che - nei momenti di crisi il nostro Paese ha sempre saputo reagire e oggi dobbiamo reagire partendo dal senso di comunità e di coesione che ci appartiene; dobbiamo essere una comunità capace di riconoscere come problemi di tutti quelli che preoccupano le famiglie in difficoltà, quelli che attanagliano i giovani ai quali precarietà e incertezza fanno intravvedere prospettive future complesse». 

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