Appalti degli ospedali, lavoratori senza tampone

La Filcams Cgil di Treviso denuncia il mancato screening degli addetti a pulizia e sanificazione, portierato all’interno delle strutture sanitarie del territorio, Irone: «Screening periodici per tutelare la salute loro e di tutti»

L'ingresso del Ca' Foncello

Addetti alle pulizie, sanificazione, distribuzione pasti, portierato, tutti quei lavoratori che giornalmente vengono a contatto con degenti e con utenti nelle strutture sanitarie e ospedaliere senza tampone. Questa è la situazione grave e preoccupante alla quale il Sindacato chiede all’ULSS 2 Marca Trevigiana, in collaborazione con le diverse aziende e cooperative nelle quali gli addetti sono assunti, di trovare in tempi rapidi una soluzione: lo screening periodico.

Un richiamo questo della FILCAMS CGIL non nuovo. Era già stato presentato all’Azienda Sanitaria trevigiana nel corso dei mesi del lockdown, senza esito positivo. Ora il Sindacato per bocca del segretario generale della categoria Alberto Irone torna alla carica: «Non è accettabile non monitorare il contagio all’interno di quelle realtà che sono così a stretto contatto con i malati, e comunque con l’utenza delle strutture sanitarie. Sono i lavoratori delle pulizie degli ospedali, addetti alla sanificazione dei reparti e della strumentazione, alla distribuzione dei pasti e portierato. Per la loro salute e per garantire quella di tutti è fondamentale che l’ULSS, in collaborazione con le aziende nelle quali sono occupati, preveda lo screening periodico di tamponi per tutti».

«Non sono aspetti da sottovalutare, in particolare proprio in questa fase acuta di epidemia – sottolinea Alberto Irone –, serve senso di responsabilità e la presa in carico della salute di questi lavoratori, che non meno di altri che operano nel sistema della Sanità sono essenziali e indispensabili».

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