Al Ca' Foncello tre pazienti operati dal tumore e guariti da Covid-19

Il racconto del primario del reparto di IV Chirurgia, professor Giacomo Zanus

Giacomo Zanus

Le chirurgie dell’Ulss 2 hanno finalmente potuto riprendere, dal 4 maggio, la loro attività ordinaria ricalendarizzando gli interventi rinviati causa l’emergenza Covid, che ha impegnato tutti gli ospedali nell’accoglienza dei pazienti colpiti dal virus. Durante l’emergenza non è mai cessata, però, l’attività chirurgica non procrastinabile per i pazienti oncologici.

«Tra i casi più complessi sui quali abbiamo dovuto necessariamente intervenire, in urgenza -sottolinea il primario della IV Chirurgia, prof. Giacomo Zanus- vanno sottolineati tre pazienti affetti da grave patologia neoplastica sintomatica, coinvolgente fegato e colon, risultati positivi al Covid-19. L'unica opzione terapeutica, costituita dalla chirurgia, poteva essere vanificata dal Coronavirus. Nella letteratura internazionale i casi di pazienti Covid+ operati con successo sono limitatissimi e con prognosi spesso infauste. Noi abbiamo deciso di scegliere comunque un approccio chirurgico garantendo ai pazienti il miglior trattamento antivirale disponibile. Tutti hanno vinto la malattia tumorale sconfiggendo anche il CoronaVirus».

«Grazie alla collaborazione dell'intero gruppo chirurgico del polo ospedaliero, degli anestesisti-rianimatori, delle coordinatrici e coordinatori e del personale infermieristico -spiega Zanus- è stato possibile ottenere la disponibilità delle sale per procedere al trattamento chirurgico nel rispetto delle ordinanze e in massima sicurezza. Il decorso intra-operatorio grazie alla tecnologia disponibile nelle nostre sale operatorie ed alla gestione anestesiologica del gruppo del dr. Farnia è stato ideale e non è stato necessario il ricorso alla degenza in terapia intensiva, evitando un ulteriore aggravio della già difficile situazione rianimatoria per i pazienti covid positivi ricoverati. I tre pazienti operati sono stati gestiti in un'apposita ala separata e isolata della 4° Chirurgia, grazie all'impegno del personale medico ed infermieristico dedicato, nel totale rispetto delle norme di protezione individuale. Il decorso post-operatorio si è svolto in modo assolutamente regolare grazie anche alla collaborazione con la Microbiologia del dr. Rigoli e con l’Infettivologia del dr. Scotton, che ha garantito il trattamento con i protocolli antivirali più all'avanguardia. Le medicine del Prof. Agostini e del dr. De Menis hanno fornito il supporto gestionale nel post-operatorio superata la fase di impegno chirurgico».

«I tre pazienti oncologici operatori con successo e guariti dal Covid -commenta il direttore generale, Francesco Benazzi- rappresentano un risultato di grande rilievo clinico e terapeutico, merito del lavoro di squadra del Ca’ Foncello, che ha continuato a dedicare grande attenzione ai pazienti oncologici anche nel periodo di massimo impegno per il Covid. Essere riusciti a garantire l’intervento a questi pazienti è segno di una capacità organizzativa di prim'ordine delle varie équipe, cui va il mio più sentito ringraziamento. Lasciatemi dire che la risposta all’emergenza dei nostri ospedali, così come dei servizi territoriali, e questi tre casi lo confermano, è stata una grande dimostrazione di professionalità, di competenza, validità tecnologica, spirito collaborativo e solidarietà umana. Tutto il personale ha saputo con grande abnegazione mettersi al servizio della comunità, senza mai risparmiarsi. Al di là degli aspetti tecnici – ha concluso Benazzi - la dimissione di questi tre pazienti con doppia patologia tumorale e virale rappresenta il più bel messaggio di speranza per la nostra comunità e una significativa risposta alla pandemia: abbiamo trattato il problema neoplastico ma non ci siamo arresi di fronte al virus».

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«Sappiamo bene che l’emergenza coronavirus non è finita, che bisognerà combattere ancora, ma notizie come quella che arriva dall’Ospedale di Treviso fortificano la fiducia nel futuro e dimostrano che, in Veneto, la sanità e tutti i sanitari non si arrendono. Mai. Non lo hanno fatto nemmeno il prof Zanus e tutti i medici della IV Chirurgia del Cà Foncello con i quali mi complimento, come emblema di un intero sistema sanitario». Lo dice il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, commentando il doppio successo ottenuto all’Ospedale di Treviso, dove, in piena emergenza coronavirus, tre pazienti, colpiti da Covid-19 e malati di gravi forme tumorali che richiedevano un intervento urgente, sono stati operati con successo appena riaperte le sale operatorie (dal 4 maggio), hanno superato brillantemente l’intervento, e sono poi guariti anche dal virus. «Un doppio successo contro il cancro e contro il coronavirus negli stessi pazienti -aggiunge Zaia- non è cosa da tutti, ed è riuscita in un ospedale veneto. Non è un caso, così come nulla sarà lasciato al caso fino a che Covid 19 non sarà completamente debellato. Siamo e resteremo pronti a ogni evenienza spingiamo sulla ricerca e sulle sperimentazioni e non arretreremo di un centimetro sul fronte delle dotazioni strutturali e tecnologiche. Ad esempio, resteranno attive le migliaia di posti letto delle terapie intensive e subintensive. Spero sempre più vuoti, ma sempre pronti a lottare per una vita».

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