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Venerdì, 23 Febbraio 2024

In fuga dalla guerra, 10 donne ucraine nella Marca: sono ospitate dai parenti

La guerra in Ucraina e i risvolti trevigiani: impossibile per ora calcolare quante persone potrebbero raggiungere il nostro territorio. Una decina di posti a dispozione all'interno dell'ex caserma di Dosson. In molti raggiungeranno parenti e amici. In mattinata riunione tra i principali sindaci della provincia ed il Prefetto per discutere dell'argomento. Al tavolo anche il direttore generale dell'Ulss 2, Francesco Benazzi

Impossibile definire con dei numeri precisi come la Marca sarà interessata dall'ondata di profughi che sono in fuga in queste ore dall'Ucraina: una decina, tutte donne, di diverse età (arrivate nei giorni scorsi in provincia di Treviso), si sono recate stamattina negli uffici della Prefettura per chiedere ospitalità al nostro Paese. Sono state invitate a raggiungere la Questura per regolarizzare la loro posizione. Le donne sono tutte ospiti di parenti che vivono qui nella Marca.

Sempre presso la Prefettura di Treviso, il Prefetto Angelo Sidoti ha presieduto un vertice a cui hanno preso i principali esponenti delle forze dell'ordine, il direttore generale dell'Ulss, Francesco Benazzi, e i principali sindaci della provincia. Presente Mario Conte (Treviso), Fabio Chies (Conegliano), Adalberto Bordin (Montebelluna), Stefano Marcon (Castelfranco Veneto), Antonio Miatto (Vittorio Veneto), Maria Scardellato (Oderzo).

Tutte le persone che giungeranno dall'Ucraina nella Marca saranno sottoposte agli accertamenti del caso in materia di Covid-19: di questo monitoraggio si occuperà l'Ulss 2. Chi giungerà dall'Ucraina sarà dotato di tessera sanitaria provvisoria, sottoposto a tampone ed eventualmente sottoposto a vaccinazione. «Nel frattempo continuiamo la ricerca di disponibilità alloggiative sul territorio, anche con l'ausilio di enti assistenziali»: ha sottolineato il Prefetto Angelo Sidoti che nel pomeriggio ha incontrato il console ucraino. Un censimento in via preventiva, quello avviato dalla Prefettura, che vede la disponibilità di alcuni alloggi da parte del Comune di Treviso (quelli legati all'accoglienza diffusa, parte dei quali dedicati alle famiglie giunte nell'agosto scorso dopo la presa di Kabul da parte dei talebani) a cui potrebbero aggiungersi nelle prossime ore altre strutture in altri Comuni della provincia. E' probabile che sia la "protezione internazionale" la formula con cui sarà inquadrato lo status dei cittadini ucraini che troveranno riparo qui in provincia di Treviso.

Intanto la Prefettura ha messo a disposizione dieci posti letto all'ex caserma Serena di Dosson di Casier (attualmente sono 150 gli ospiti presenti) dove peraltro prestano servizio già alcuni cittadini ucraini, dipendenti di Nova Facility, la cooperativa che gestisce la struttura.

«Accoglienza senza se e senza ma nei confronti di chi sta realmente scappando dalla guerra come il popolo ucraino»: ha ribadito il sindaco Mario Conte che ha proposto durante l'incontro la messa a punto di un protocollo d'azione tra i sindaci, delle regole base per organizzare al meglio l'accoglienza, non solo dal punto di vista sanitario. Molte sono nel frattempo le iniziative dei singoli cittadini che si stanno mobilitando.

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