Lunedì, 22 Luglio 2024

Legge Cartabia e accorpamento con Belluno: ufficio di esecuzione penale al collasso

La sede di via Riviera Santa Margherita a Treviso può contare su un organico di 14 persone (compresa la direttrice Monia De Paoli) che nel primo semestre 2023 ha gestito 1550 casi. Paola Pontarollo (Rsu): «Mancano perfino scrivanie, cancelleria e linee telefoniche». Casarin (Fp Cgil): «Assistiamo ad un collasso generale dello Stato»

Nei primi sei mesi del 2023 hanno dovuto gestire la bellezza di 1550 casi (è una stima al 30 giugno) di detenuti in carcere o comunità, condannati o imputati, che si avviano a pene alternative al carcere o a progetti di giustizia riparativa. Ora la riforma Cartabia e il prossimo accorpamento dell'ufficio di Belluno (che aggraverà il lavoro con ulteriori 350 casi a semestre) con quello di Treviso che ha sede in via Riviera Margherita, rischia di mettere letteralmente al collasso l'Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna che conta attualmente un organico di appena 14 operatori. «Ci sono dieci funzionari di servizio sociale, compreso io come direttore compreso nell'organico, siamo supportati da sue agenti di polizia penitenziaria che supportano l'ufficio ma hanno anche competenza nei controlli fuori e il personale amministrativo che è ridotto a uno, in part time. E' storicamente il punto debole dell'ufficio e continua ad esserlo» ha spiegato Monia De Paoli, assistente sociale ma dirigente dell'ufficio «un pò in tutti gli uffici che amministrano la giustizia per assurdo mancano della funzione amministrativa, chi legge la posta, chi la spedisce, a chi gestisce le paghe, le malattie del personale e se manca quella tutto si paralizza».

Oltre al carico di lavoro mancherebbero negli uffici anche molti strumenti basilari per poter lavorare e l'aumento della mole di lavoro porterà ad un progressivo abbassamento della qualità del lavoro dei lavoratori del comparto giustizia, a cui è peraltro impedita per legge la mobilità verso altri ministeri. Oltre a ciò, secondo l'Rsu, si assisterà a rinvii e posticipi di udienza, sarà data priorità alle situazioni più gravi. «Stante la carenza di organico e la carenza di mezzi per lavorare, dai telefoni, alle linee telefoniche, ai pc, alle stesse scrivanie, le sedie, la carta e quant'altro» Paola Pontarollo, Rsu della Uepe di Treviso «questo ufficio, con l'arrivo anche del territorio di Belluno e con l'aumento dei casi che andrà a gravare ulteriormente sulla situazione, già ampiamente vessata non potrà più rispondere adeguatamente alle esigenze della cittadinanza cui si rivolge e ai tempi con cui la magistratura ci chiede di rispondere alle situazioni penali con cui lavoriamo. Saremo costretti ad incidere sulla qualità dell'intervento e ad ampliare le tempistiche, mettendo in difficoltà anche l'autorità giudiziaria».

Marta Casarin, segretaria della Fp della Cgil di Treviso, ha parlato, durante il presidio che si è svolto in mattinata all'esterno della sede di via Riviera Margherita di "collasso generale dello Stato", sottolineando come quello dell'ufficio esecuzioni penali sia solo l'ultimo caso segnalato di pesanti carenze organiche nella pubblica amministrazione dopo il caso del carcere minorile, Inps, Inail e Agenzia delle Entrate. «Quello che noi abbiamo deciso di mettere in campo è una mobilitazione che esca fuori dagli uffici e che provi a raccontare anche alla cittadinanza esattamente quel è il ruolo e l'importanza che questi uffici hanno all'interno del territorio» ha detto Casarin «abbiamo fatto una nutrita assemblea oggi, con i lavoratori delle tre sedi di Venezia, Treviso e Padova. Abbiamo deciso di continuare la mobilitazione con anche l'eventual proclamazione dello sciopero se ci fosse questa necessità. E' chiaro che fino a quando questo Governo deciderà di non prendersi cura dei proprii dipendenti, i servizi saranno sempre in una situazione di grande difficoltà».

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