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Marta Casarin

Marta Casarin

Ex Ulss 9, 160 lavoratori di Anthesys in stato di agitazione

La Cgil di Treviso chiede l’intervento della Prefettura. Anomalie sui recuperi ore e cambio della turistica, il sindacato insorge

Da oggi, giovedì 28 marzo, lavoratori di Anthesys in stato di agitazione. Questo è il risultato del muro contro muro tra la cooperativa e il Sindacato a seguito della richiesta di chiarimenti relativamente al recupero ore di permesso e della “ripicca” avanzata dalla società - che per l’Azienda Sanitaria Marca Trevigiana ha in gestione il centro unico di prenotazioni, l’assistenza protesica e altri servizi di segreteria nel territorio dell’ex ULSS 9 - nel decidere di rivedere, senza confronto alcuno con le rappresentanze dei lavoratori, gli orari dei turni settimanali. A darne notizia Marta Casarin della Funzione Pubblica CGIL di Treviso.

“La messa in stato di agitazione dei 160 dipendenti di Anthesys è la legittima e doverosa risposta alla ingiustificabile posizione assunta dalla cooperativa –spiega Marta Casarin- dopo che a metà mese di marzo come sindacato abbiamo chiesto delucidazioni in merito al recupero ore disposto nei confronti dei lavoratori titolari di permessi determinati dalla Legge 104 o per malattia, dunque assenze retribuite e non recuperabili”.

“A seguito della nostra richiesta -ripercorre la situazione Casarin- Anthesys non solo non ha chiarito le modalità di conteggio delle ore da recuperare, bensì ha disposto a partire dal mese di aprile un cambio di turno per tutti i full time e successivamente anche per i part time. Il cambio di turnazione suona come una ripicca ingiusta, ingiustificata e disinteressata alle gravi ripercussioni che tale decisione avrà nelle vite di chi quotidianamente eroga un servizio pubblico. Dopo aver nuovamente chiesto alla cooperativa chiarimenti e data la nostra disponibilità a stabilire un confronto suggerendo di rinviare al mese di maggio la rimodulazione dell’orario di lavoro -prosegue Casarin- non avendo ottenuto risposta siamo costretti a mettere i lavoratori in stato di agitazione permanente, al fine di salvaguardare gli interessi dei dipendenti sia dal punto di vista contrattuale che personale. E per questo avanzeremo alla Prefettura di Treviso richiesta di intervento”.

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