Domenica, 16 Maggio 2021
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Orario aggiuntivo: «L’Ulss 2 nega i fondi per pagare i dipendenti»

La funzione pubblica CGIL di Treviso sulle barricate: ingiusto attingere dai Fondi contrattuali. La segretaria generale della categoria, Marta Casarin: «Benazzi si è rimangiato la parola, intervenga la Regione». Ma il dg replica: «Se chiedevano avremmo risposto»

L'ingresso dell'ospedale di Treviso

La doccia fredda è arrivata in queste ore. L’Ulss 2 Marca Trevigiana ha comunicato ai Sindacati di Categoria che non ci saranno risorse per pagare l’orario aggiuntivo svolto dai dipendenti impiegati nei punti vaccinali, nei punti tampone e nelle terapie intensive. «Una promessa, quella della maggiorazione retributiva, fatta in tempi non sospetti dal Direttore Generale Francesco Benazzi e che ora viene meno – afferma Marta Casarin, segretaria generale della Funzione Pubblica CGIL di Treviso- ci troviamo così ad aver erogato prestazioni da novembre a febbraio per circa 1,5 milioni di euro, senza poi pagare chi queste prestazioni nel concreto le ha svolte».

«Il maggior impegno dei dipendenti dell’ULSS 2, infatti, si è concretizzato in tanti mesi di lavoro nell’orario aggiuntivo, dando così modo all’Azienda sanitaria trevigiana di organizzare i punti vaccinali e i punti tampone, nonché a reggere l’urto delle varie ondate nelle terapie intensive dei nosocomi del territorio. Solo oggi la comunicazione che le risorse necessarie a coprire economicamente il lavoro fatto dai dipendenti per un monte ore pari a 34mila non ci sono e non ci saranno. Una vergogna, e una vergogna dirlo a distanza di tempo rimangiandosi la parola data -sbotta Marta Casarin- visto poi che, invece, alla parte di dirigenza medica è stato riconosciuto per intero il trattamento economico legato all’orario aggiuntivo».

«L’inaccettabile controproposta dell’Ulss è quella di attingere dai fondi contrattuali destinati a tutto il personale -spiega la Casarin- Una mossa ingiusta per chi ha dedicato maggiore impegno e disponibilità in questo periodo, si pensi solo che registriamo una media oraria aggiuntiva per dipendente che va dalle 70 fino ad addirittura le 150 ore, ma anche nei confronti dell’intero organico che si vedrebbe così depauperato di una parte salariale della quale ha pieno diritto. Benazzi interpelli subito la Regione del Veneto – continua Casarin – per trovare le risorse necessarie». «Inoltre -aggiunge la Casarin- tale situazione è la cartina al tornasole del sotto dimensionamento cronico della nostra sanità e il riscontro effettivo che non sono state fatte le dovute assunzioni… promesse anche quelle».

«Sarà utilizzato un fondo di 800mila euro che è a nostra disposizione, un fondo del comparto -replica il direttore generale dell'Ulss 2, Francesco Benazzi- se chiedevano avremmo risposto, ci saremmo arrangiati».

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