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Urologia trevigiana, con la chirurgia robotica il 90% degli interventi alla prostata

La chirurgia robotica in Urologia è stata introdotta a Treviso nel 2015 dal primario Luigino Maccatrozzo, affiancato in particolar modo dal Dott. Mario Salvatore Mangano

TREVISO Oltre 120 interventi l’anno di chirurgia robotica. E’ il dato che contraddistingue l’Urologia del Ca’ Foncello di Treviso. Un numero importante perché comprende ormai il 90% di tutti gli interventi riguardanti la prostata ed il 100% delle plastiche di correzione per varie patologie. Il risultato è un’esperienza, la cui conoscenza è stata richiesta in Europa. I professionisti del reparto, infatti, saranno prossimamente tra i protagonisti del Congresso Erus (European Robotic Urology Section) che si terrà a Marsiglia da 5 al 7 settembre.

L’Urologia trevigiana è sempre stata al passo con i tempi per quanto riguarda le nuove tecniche chirurgiche, soprattutto in ambito oncologico, esercitando una forte attrazione per i pazienti che necessitano di trattamenti per patologie tumorali, in particolar modo riguardanti il rene, la vescica e la prostata. Oggi con il robot si portano a termine circa il 30% di tutti gli interventi di chirurgia maggiore (operazioni di chirurgia addominale in seguito a neoplasie che sono circa 500) eseguiti in un anno presso il reparto. Una percentuale che comprende il 90% delle prostectomie radicali, il 100% delle plastiche di correzione e anche il 40% degli interventi per tumore al rene.

La chirurgia robotica in Urologia è stata introdotta a Treviso nel 2015 dal primario Luigino Maccatrozzo, affiancato in particolar modo dal Dott. Mario Salvatore Mangano, esperto del settore e Responsabile dell’Unità Operativa semplice di chirurgia laparoscopica e robotica. Un attività che ha ricevuto grande impulso dall’acquisizione da parte dell’Azienda del Robot Da Vinci (a disposizione anche di altre discipline chirurgiche) con un investimento di oltre 2 milioni 200 mila euro. “Grazie a questo sofisticato robot chirurgico - sottolinea  il primario Maccatrozzo - è possibile offrire al paziente una maggiore precisione e sicurezza oncologica, oltre ad una riduzione del dolore post-operatorio, del rischio di perdite ematiche ed una diminuzione della degenza”.

“Il nostro lavoro quest’anno “approda” a Marsiglia al Congresso ERUS, proprio per portare l’esperienza trevigiana del Robot Da Vinci a livelli europei – aggiunge Maccatrozzo -.  E’ il congresso Europeo di Chirurgia Urologica Robotica, uno degli appuntamenti annuali più importanti per i chirurghi urologi ed è l’occasione in cui specialisti ed esperti internazionali si confrontano e mettono a disposizione le proprie esperienze per un miglioramento delle tecniche chirurgiche robotiche. L’obiettivo è creare sempre nuove condizioni per offrire al paziente i più alti standard chirurgici. Consapevoli degli ottimi risultati ottenuti della nostra quadriennale esperienza con il robot Da Vinci, abbiamo voluto trasferire la nostra esperienza in occasione del più importante congresso Europeo di Chirurgia Robotica ”.

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