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La mobilitazione degli ncc a Roma

La mobilitazione degli ncc a Roma

Protesta degli Ncc, tregua di due mesi: ora fondamentale una riforma del settore

Roberta Marcon, presidente autobus operator Confartigianato Imprese Marca trevigiana: «Si tratta di una soluzione tampone a cui deve tempestivamente seguire un intervento di portata più ampia anche su ulteriori tematiche»

Martedì 18 dicembre, a conclusione degli incontri - prima degli NCC poi dei Taxi - presso il Ministero dei Trasporti con le rappresentanze delle associazioni dei taxisti e del noleggio con conducente, presieduti dal Vice Ministro Edoardo Rixi, si sono verificati numerosi episodi di protesta da parte di alcune organizzazioni degli autisti NCC che chiedevano la proroga dell’incriminato art.29 1 quater e interventi diretti sulla legge che regolamenta il settore (L. 21), ai quali hanno fatto seguito delle riprese a livello locale anche presso l’aeroporto Marco Polo di Venezia. La protesta trae origine dal mancato inserimento della proroga nel testo di emendamento presentato dal Viceministro nel corso dell’incontro, che dovrebbe essere inserito nel maxiemendamento. Per gli Noleggiatori senza conducente (NCC) questo comporterà l’obbligo, a partire da gennaio 2019, di rientro nella propria rimessa/sede al termine di ogni singolo servizio.

«La categoria auto-bus operator/NCC di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana condanna i disagi provocati dalle manifestazioni a conclusione degli incontri tra autonoleggiatori e il rappresentante del Governo. Il testo di emendamento presentato dal vice ministro Rixi – spiega Roberta Marcon, presidente autobus operator Confartigianato Imprese Marca trevigiana - rappresenta un apprezzabile sforzo per individuare una soluzione d’emergenza, comunque idonea a superare nel breve termine le criticità dovute alla deregolamentazione del settore. Si tratta di una soluzione tampone a cui deve tempestivamente seguire un intervento di portata più ampia anche su ulteriori tematiche se non si vorrà consegnare il settore del Trasporto Pubblico non di linea alle multinazionali che sfruttano solo il lavoro e l’impresa con investimenti improduttivi».


«L’emendamento prevede una mini tregua di due mesi nel corso dei quali saranno sospese le sanzioni – continua la presidente Marcon – sperando che nel frattempo venga costituito un tavolo tecnico per trattare della riforma del settore. Ricordo che la legge 21 risale al 1992 quando non esistevano strumenti come lo smartphone, le app, le piattaforme digitali che sono fondamentali per la gestione dei servizi di mobilità delle persone. Finchè non verrà adottata una visione complessiva della regolamentazione del settore, gli operatori rimarranno stretti nella morsa della contrapposizione tra lobby decise a preservare le proprie rendite di posizione».

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