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Incontro Nordio-Conte: «La politica faccia la sua parte senza scaricare responsabilità»

La presidente di Volontarinsieme, Anna Corò: «I progetti ci sono, le nostre istituzioni diano ascolto alle associazioni del territorio, osservatori attenti delle dinamiche della società»

«Si fa presto a scaricare le colpe sui genitori, quando la complessità del fenomeno del disagio giovanile va osservata e gestita con il contributo di tutti, la politica e le istituzioni facciano la loro parte». Così Anna Corò, presidente di Volontarinsieme, la più grande rete di associazioni di volontariato del territorio trevigiano, commenta quanto emerso dal recente incontro tra il sindaco Conte e il ministro Nordio che ha toccato i temi della sicurezza, e in particolare la questione delle baby gang, nel capoluogo della Marca.

«È vero che i figli sono responsabilità dei genitori, ma è d’altra parte dimostrato, come dice un noto proverbio africano, che ‘per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio’. In altre parole: siamo tutti responsabili, come adulti e come società civile. Ed è qui che entra in campo il prezioso lavoro delle associazioni di volontariato, osservatori attenti delle dinamiche della società. Non è un caso che proprio sulla tematica della povertà educativa minorile e dell’importanza di creare e rafforzare una comunità educante inclusiva e partecipata il volontariato trevigiano sia già al lavoro con diversi progetti, primi fra tutti Sconfinamenti e Giovani in Centro, focalizzato proprio su Treviso» continua la presidente Anna Corò. «L’obiettivo non deve essere quello di alzare muri e creare confini, ma di accogliere, di creare legami e di dare l’opportunità a giovani e ragazzi di dire al mondo chi sono, tenendoli per mano e non al guinzaglio. Le associazioni ci sono, le idee e le proposte non mancano: quello che invece manca è il coinvolgimento da parte della politica, abituata a tirare fuori il volontariato come un coniglio dal cilindro, anziché dargli il sostegno di cui ha bisogno. Al sindaco Mario Conte voglio nuovamente rinnovare la nostra disponibilità non solo dialogare e a confrontarci su queste tematiche, ma anche ad agire concretamente con le forze che già, ogni giorno e silenziosamente, lavorano sul campo per creare un tessuto accogliente dove i ragazzi possano essere protagonisti del proprio tempo».

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