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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Attualità Centro / Piazzetta Aldo Moro

Treviso, venerdì pomeriggio il presidio contro la guerra in Ucraina

Appuntamento il 25 febbraio, alle ore 18, in Piazzetta Aldo Moro. Mobilitazione organizzata dal centro sociale Django, Adl Cobas e dal Coordinamento degli studenti medi di Treviso

Treviso scende in piazza per manifestare contro la guerra: venerdì 25 febbraio, alle ore 18 in Piazzetta Aldo Moro, si terrà la mobilitazione voluta da centro sociale Django, Adl Cobas e Coordinamento degli studenti medi. In piazza ci saranno anche gli esponenti di Coalizione Civica per una protesta non contro la Russia, né contro l'Ucraina ma contro la guerra in generale.

Il commento

«La guerra, una condizione che sembra affare di un altro stato, di altri luoghi. Uno spettacolo violento che riguarda popolazioni lontane, di cui raccogliamo testimonianze attraverso i media o dai racconti di chi supera viaggi inenarrabili. Quel che sappiamo, quel che dobbiamo dire è che la guerra tra stati uccide quelli come noi. Uccide i civili, li costringe ad uccidere in nome della fame di potere di pochi, in nome di equilibri geopolitici che non guardano al benessere delle popolazioni coinvolte, né che si vinca né che si perda. Quel che possiamo dire è che si utilizza la retorica dell’appartenenza nazionale per giustificare una guerra che ha ben altri interessi e ben altri scenari. Il 40% del gas europeo arriva da Mosca, le dichiarazioni della Germania sullo stop alla realizzazione del gasdotto North Stream 2 non sminuiscono le motivazioni economiche che spingono allo scontro tra Nato e Russia. C’è di mezzo una corsa alla leadership globale, di cui le vittime si conteranno tra la popolazione civile. Fomentata da un nazionalismo inculcato a furia di una propaganda che trova il nemico sempre nell’altro. Per gli ucraini la Russia, per i paesi membri della Nato la Russia, per i russi l’Ucraina e i paesi che l’appoggiano. Non siamo storici, non siamo grandi strateghi o competenti in materia militare ma sappiamo che le guerre tra stati, tra blocchi di potenze lasciano sul campo migliaia di vittime. Sia quando la guerra è guerreggiata, sia quando è evocata» concludono gli organizzatori del presidio.

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