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Venerdì, 20 Maggio 2022
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Ucraina, il 56enne bloccato alla frontiera tornerà in Italia

Volodymyr Grygorovych Znameroskyy, volontario di "Mediterranea Saving Humans" residente a Mogliano, era stato fermato dalle Guardie di Frontiera al valico di Korczowa. Lunedì è riuscito a raggiungere la Polonia

Alle ore 14 di lunedì 4 aprile ha messo finalmente piede in territorio polacco Volodymyr Grygorovych Znameroskyy, il volontario di Mediterranea Saving Humans, bloccato da domenica mattina alla frontiera ucraina di Korczowa.

Volodymyr, 56 anni, residente da trent'anni a Mogliano Veneto e dal 1997 cittadino italiano, si era recato pochi giorni prima dell'inizio dell'aggressione russa a Leopoli per i funerali del padre. Rimasto bloccato lì, si era da subito dedicato all'assistenza a donne e bambini in fuga dalle città bombardate e all'organizzazione delle missioni umanitarie. Domenica mattina stava facendo ritorno in Italia sui van di Mediterranea, accompagnando una ventina di profughi diretti nel nostro Paese, quando le Guardie di Frontiera lo hanno bloccato in quanto maschio adulto di origine ucraina, oggetto di divieto d'espatrio per la mobilitazione generale. Dopo 24 ore di incertezze e tensioni la sua situazione, simile a quella di molti altri, è stata definitivamente chiarita.

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Il commento

«Vogliamo ringraziare pubblicamente ringraziare - scrive Mediterranea Saving Humans - la diplomazia italiana, a partire in particolare dall'Ambasciata d'Italia a Leopoli, che ha seguito passo dopo passo il caso giocando un ruolo determinante nella sua positiva soluzione, fino all'Unità di Crisi e ai vertici della Farnesina a Roma. Ma anche le autorità ucraine che, ad ogni livello, a Roma, Kiev, Leopoli e in frontiera hanno collaborato fattivamente. Grazie alla coraggiosa iniziativa assunta da decine di associazioni cattoliche e laiche, a partire dalla Papa Giovanni XXIII, abbiamo potuto portare la nostra testimonianza di pace nelle strade di Leopoli, consegnando aiuti umanitari sempre più necessari alla popolazione civile ucraina e mettendo in salvo altre decine di profughi dalla guerra».

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