Incontro in libreria su "E' tempo di giustizia riparativa sociale" con il prof. Umberto Curi

Il prof. Curi sarà ospite mercoledì pomeriggio 12 febbraio alla Feltrinelli di Treviso e presenterà il suo nuovo libro "Il colore dell'Inferno" e dialogherà di Giustizia riparativa sociale con il filosofo politico Giuseppe Goisis e con Paola Pontarollo, presidente dell'Associazione nazionale assistenti sociali. Organizza Cittadinanzattiva Treviso.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

Mercoledì 12 febbraio alle ore 17.30 la libreria Feltrinelli di Treviso ospiterà l’incontro “È tempo di Giustizia riparativa sociale”, in concomitanza con la presentazione del libro di Umberto Curi “Il colore dell’Inferno. La pena tra vendetta e giustizia”, edito da Bollati Boringhieri, Torino, 2019. Curi, professore emerito di Storia della filosofia all'Università di Padova, è autore di numerosi libri, nonché docente in alcune Università italiane e americane. Con l’autore in Feltrinelli dialogheranno Giuseppe Goisis (filosofo politico, autore di diverse pubblicazioni sui diritti della persona) e Paola Pontarollo (presidente dell’Associazione Nazionale Assistenti Sociali). Organizzano Cittadinanzattiva Treviso insieme all’associazione Civitas, con il patrocinio dell’Ordine degli Assistenti sociali. Il tema della Giustizia riparativa è di grande attualità e cerca di mettere insieme i concetti di riparazione, riconciliazione e rassicurazione.

Perché, come spiegava Hovard Zehr, criminologo americano pioniere della Giustizia riparativa sociale: “Il crimine è una violazione delle persone e delle relazioni. Crea obblighi per sistemare le cose. La giustizia coinvolge la vittima, l'autore del reato e la comunità nella ricerca di soluzioni che promuovano la riparazione, la riconciliazione e la rassicurazione". Nel suo libro il prof. Umberto Curi perora, tra le altre cose, un nuovo umanesimo della giustizia, che “testa resistenza e fragilità del principio di giusta ‘retribuzione’ del reato attraverso un castigo adeguato. L’equità che essa intende garantire era invocata anche dall’ingiunzione biblica ‘occhio per occhio, dente per dente’ e dalla cosiddetta legge del taglione fissata dalle XII Tavole romane, ossia dai meccanismi che prevedevano la reciprocità del danno. Infliggere sofferenza al colpevole, oscilla tra una concezione sacrale della pena come espiazione e una visione compensativa che rimanda all’antica relazione fra debitore e creditore”.

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