Domenica, 16 Maggio 2021
Attualità Sant'Antonino / Piazzale dell'Ospedale

Johnson&Johnson ritarda le consegne per l'Europa dopo lo stop negli Usa

L'annuncio della compagnia statunitense è arrivato dopo la sospensione delle vaccinazioni raccomandata dalla Food and Drug Administration. In Veneto erano attese 14.650 dosi

Dosi di vaccino Johnson&Johnson

Johnson&Johnson, bloccato negli Stati Uniti d'America, ha deciso di ritardare la consegna delle prime forniture di vaccini per l'Europa. Ad annunciarlo la compagnia statunitense Johnson & Johnson in una nota ufficiale pubblicata martedì 13 aprile. 

"La sicurezza e il benessere delle persone che utilizzano i nostri prodotti è la nostra priorità numero uno" si legge nella nota in cui si specifica come gli eventi avversi abbiano interessato persone con un basso numero di piastrine e che i casi di trombosi in pazienti vaccinati con il farmaco siano da considerarsi estremamente rari. Come ricorda la compagnia i centri statunitensi per il controllo delle malattie (Cdc) e la Food and Drug Administration (Fda) esamineranno domani i sei casi segnalati negli Stati Uniti su oltre 6,8 milioni di dosi somministrate e solo per una precauzione è stata raccomandata una pausa nell'uso del nostro vaccino. Intano al Ministero della Salute è in corso un incontro con Aifa convocato dopo la notizia della sospensione precauzionale negli Stati Uniti per alcuni rarissimi effetti collaterali gravi. All'incontro hanno preso parte il ministro della Salute, Roberto Speranza, e i vertici dell'agenzia del farmaco. Lo scorso 12 marzo Aifa aveva approvato il vaccino Johnson & Johnson per l'Italia, per tutte le persone al di sopra dei 18 anni, e proprio oggi sono arrivate nel nostro Paese le prime 184mila dosi di vaccino. Molto atteso per la sua facilità di conservazione e la possibilità di un'unica iniezione, l'Italia ne aspetta 7,3 milioni di dosi nel secondo trimestre cui seguiranno 15,9 milioni di dosi nel terzo trimestre e 3,3 milioni nel quarto, per un totale di 26,5 milioni di dosi entro il 2021. In Veneto, tra giovedì 15 e venerdì 16 aprile, erano attese le prime 14.650 dosi Johnson&Johnson ma il ritardo nelle consegne rischia di rallentare, ancora una volta, il piano vaccinale della Regione.

Perché il vaccino è stato sospeso

Cdc e Fda spiegano che la raccomandazione è una misura di "estrema precauzione" in attesa di analizzare i casi di trombosi che si sono verificati in sei donne di età compresa tra i 18 ei 48 anni. Una donna è morta e una seconda donna in Nebraska è stata ricoverata in condizioni critiche. La autorità sanitarie statunitensi spiegano che la sospensione aiuterà a riconoscere le potenziali reazioni avverse per gestirle in modo adeguato "dato il particolare trattamento richiesto da questo tipo di coaguli del sangue" spiegano Peter Marks, direttore del Center for Biologics Evaluation and Research della Fda e Anne Schuchat, principale vice direttore dei Cdc, che sottolineano che questi "episodi sono estremamente rari". 

Mercoledì 14 aprile è pertanto prevista una riunione di emergenza del comitato consultivo dei Cdc. La decisione preoccupa anche gli enti regolatori in Europa preoccupati che possa ripetersi quanto già successo con il vaccino contro il coronavirus sviluppato da AstraZeneca e dai ricercatori dell'Università di Oxford. Non solo gli Stati Uniti contavano infatti sul vaccino sviluppato da Janssen per dare un forte impulso alla campagna vaccinale: oltre a richiedere una sola dose, il vaccino di J&J è più facile da spedire e conservare rispetto ai vaccini a mRna che devono essere conservati a temperature estremamente basse.

Gli studi sull'efficacia del prodotto hanno rilevato una riduzione del 67% del numero di casi Covid sintomatici dopo 2 settimane. Secondo quanto riscotranto dall'Ema gli effetti collaterali nello studio erano generalmente lievi o moderati e sono stati risolti entro un paio di giorni dalla vaccinazione. I più comuni: dolore al sito di iniezione, mal di testa, stanchezza, dolori muscolari e nausea. Il vaccino Janssen è costituito da un adenovirus modificato per contenere il gene per la produzione della proteina Spike di Sars-CoV-2, che stimolerà il sistema immunitario a produrre anticorpi e attivare le cellule T (globuli bianchi) per bersagliarla. L'adenovirus contenuto nel vaccino non può riprodursi e non causa malattie. In seguito, lo scorso 7 aprile, l'agenzia Ema aveva rilevato "3 casi" di trombosi rare e anomale dopo l'immissione in commercio del vaccino che allora era stato iniettato a 4,5 milioni di persone. Nella stessa conferenza stampa Sabine Straus, capo del Comitato per la farmacovigilanza Prac dell'Agenzia europea del farmaco Ema, aveva spiegato come erano stati rilevati anche 35 casi di trombosi cerebrale dei seni venosi Cvst per Comirnaty su 54 milioni di vaccinati il vaccino anti-Covid di Pfizer/BioNTech e 5 casi su 4 milioni di vaccinazioni per Moderna.  

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