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Il punto stampa di venerdì 12 febbraio

Il punto stampa di venerdì 12 febbraio

Vaccini, sfogo di Zaia: «Abbiamo chiesto 4 milioni di dosi ad Aifa»

Venerdì 12 febbraio il nuovo punto stampa del presidente del Veneto insieme al direttore Luciano Flor: «Vergognoso essere criticati, siamo nel Paese delle Banane»

«Abbiamo tutti i parametri per rimanere in zona gialla: la prossima settimana finirà la mia ordinanza per le scuole superiori al 50% in presenza. Vedremo se aumentare o meno il tasso di presenza. Ci preoccupano i contagi di questi giorni in centro Italia».

Inizia con queste parole, venerdì 12 febbraio, il nuovo punto stampa sull'emergenza Covid in Veneto. Duro lo sfogo di Zaia sui vaccini: «Siamo davanti a un Governo che non si esprime, sembra che preoccuparsi della salute dei cittadini sia diventata un'attività losca. Sto finendo la pazienza: vogliamo solo capire se è possibile procurarci dosi in più per vaccinare la popolazione seguendo tutte le procedure legali. Non voglio trovarmi con la responsabilità di non aver comprato i vaccini quando potevamo farlo. Stiamo venendo criticati semplicemente perché facciamo con serietà il nostro lavoro. Non a caso siamo stati i primi a essere stati contattati dalle varie case produttrici disposte a venderci le dosi. Noi non abbiamo contattato nessuno. Siamo nel Paese delle Banane, è vergognoso: se cerchi di risolvere i problemi vieni additato come uno che crea problemi. Per fortuna i cittadini ci ringraziano per il lavoro che stiamo facendo. Questa non è una sfida ma la volontà di fare il proprio dovere». In conclusione spazio anche per la riapertura delle piste da sci: «Stiamo continuando a lavorare all'ordinanza dedicata agli impianti - conclude Zaia - sarà una serie di linee guida per gli sciatori, rifiugi e impianti di risalita che entrerà in vigore non appena il Governo darà il via libera per la ripartenza».

Dopo il Governatore Zaia, il direttore Luciano Flor è tornato sul tema vaccini: «Le dosi che abbiamo in Veneto sono troppo poche. La nostra capacità vaccinale è 10 volte superiore alle dosi che abbiamo disponibili. Siamo arrivati a vaccinare fino a 10mila persone in un giorno ma se non abbiamo le dosi non riusciamo ad andare avanti. Il piano per gli Over 80 pervede 360mila persone da vaccinare, servono 720mila dosi. Con il ritmo attuale li finiremo entro fine aprile, non perché siamo lenti ma perchè le dosi non sono sufficienti. Fino a un mese fa non c'era la possibilità di comprare nulla, nelle ultime settimane il mercato ha iniziato a muoversi. E' come per la storia dei dispositivi di marzo. Ecco perché ad Aifa abbiamo chiesto con una lettera scritta (inviata il 4 febbraio 2021) di poter acquistare e importare in Veneto quattro milioni di vaccini approvati da Ema (Pfizer, Moderna, Astrazeneca). Ad oggi non abbiamo ancora avuto risposte da Aifa e quindi non possiamo concludere nessuna trattativa di importazione per ora. Ne abbiamo più di due quasi pronte. I prezzi che ci sono stati proposti sono vicini a quelli di Ema. La consegna, se andasse in porto, potrebbe avvenire in meno di un mese. Il piano iniziale doveva partire il 20 gennaio, la nostra prima fascia di priorità erano operatori sanitari e ospiti con personale delle case di riposo. Non li abbiamo ancora finiti. Ci manca la prospettiva di ricevere dal Governo un numero di dosi che sia adeguato per arrivare all'immunità di gregge. Astrazeneca è passata da 16 milioni di dosi a una fornitura di 4 milioni di dosi totali» conclude il dottor Flor.

Corte Costituzionale boccia ricorso del Governo

Due importanti norme della Regione in materia di sanità, contro le quali il Governo aveva ricorso alla Corte Costituzionale, hanno avuto il via libera dalla Consulta, che ha respinto l’impugnativa riguardante alcuni articoli approvati nell’ambito della legge regionale 44/2019.

Si tratta della norma sui Contratti di formazione specialistica aggiuntivi regionali in virtù della quale il medico in formazione specialistica, nei cinque anni successivi al conseguimento del diploma di specializzazione, è tenuto «a partecipare alle procedure indette dalle aziende ed enti del servizio sanitario regionale veneto per il reclutamento di medici che prevedano, tra i requisiti per la partecipazione, la specializzazione conseguita, ad accettare e a svolgere gli incarichi assegnatigli, anche come convenzionato, per un periodo complessivo di tre anni»; e di una seconda norma che autorizza l'azienda Ospedale-Università di Padova a rideterminare, previa deliberazione della Giunta, i fondi del personale del comparto e delle aree dirigenziali fino a concorrenza del livello medio pro capite riferito all’anno 2018 dei fondi delle aziende e degli enti del servizio sanitario regionale.

«Questa sentenza andrebbe studiata bene da molti - commenta l'assessore Lanzarin - a cominciare da coloro che gridarono allo scandalo quando decidemmo che lo specializzando che avesse goduto delle borse di studio finanziate direttamente dalla Regione, avrebbe dovuto poi operare nell’ambito del servizio sanitario veneto per almeno 5 anni. Si trattava e si tratta di soldi provenienti dalle tasche dei veneti investiti anche con lo scopo di creare disponibilità professionali alla sanità veneta. Inspiegabile è stata da parte del Governo nazionale, anche la decisione di impugnare l’equiparazione degli stipendi dei dirigenti medici dell’Azienda Ospedaliera di Padova a quelli dei loro colleghi di altre aziende. Si tratta infatti di un semplice intervento che abbiamo fortemente voluto per sanare un’ingiustizia».

Il bollettino di Azienda Zero

Nelle ultime 24 ore sono 756 i nuovi positivi registrati in Veneto su 39581 tamponi fatti per un tasso di incidenza dell'1,91%. 25.409 il totale dei casi attualmente positivi. 1646 i ricoverati negli ospedali di cui 155 in terpaia intensiva (-15 rispetto a ieri). Altri 34 i morti.

Il video della diretta

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