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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Attualità Valdobbiadene

Valdobbiadene, nel 2021 oltre 2500 turisti allo Iat. Rebuli: «Serve puntare su formazione e qualità»

Il punto di Isidoro Rebuli, presidente del Consorzio Valdobbiadene. Sono diminuiti gli stranieri, specialmente gli americani ma anche francesi e inglesi mentre i tedeschi hanno continuato a scegliere questa terra come meta privilegiata per le loro ferie, o per parte di esse

Il report sulle presenze turistiche nell'area di Valdobbiadene è buono. Certo la pandemia si è fatta sentire, ma non ha scoraggiato quanti, nel corso del 2021, sono stati attratti dalle Colline Unesco, alla ricerca di vacanze all’insegna del relax, delle escursioni all’aria aperta e dell’ottima enogastronomia. I numeri presentati dall’Ufficio Turistico di Valdobbiadene non lasciano spazio ai dubbi: sono diminuiti gli stranieri, specialmente gli americani - ma anche francesi e inglesi - mentre i tedeschi hanno continuato a scegliere questa terra come meta privilegiata per le loro ferie, o per parte di esse.

Ma vediamo i dati: lo IAT ha segnalato un totale di 2.573 persone transitate attraverso il suo ufficio di piazza Marconi, in gran parte italiane (1.342), cui seguono quelle di nazionalità tedesca (645). Per quanto riguarda l’età dei turisti: la maggior parte ha fra i 46 e i 59 anni, seguiti dalla fascia 60-75 e da quella 21-30. Pare dunque che le Colline della Denominazione riescano a sedurre campioni eterogenei di turisti che, stando sempre ai numeri, prediligono le visite in cantine, in enoteche e gli itinerari della Strada del Prosecco. Seguono gli appassionati delle escursioni a piedi, lungo l’anello del Prosecco e sul Monte Cesen; infine molti sono stati coloro che sono giunti a Valdobbiadene e nelle sue immediate vicinanze per partecipare a manifestazioni ed eventi organizzati dallo IAT – due su tutti: ValdobbiadeneJazz e Calici di Stelle.

710 i turisti che hanno invece contattato telefonicamente l’Ufficio per informazioni varie, quasi esclusivamente italiani; e 227 coloro che lo hanno fatto tramite mail e, anche in questo caso, per la gran parte residenti nel belpaese. Nel complesso i contatti sono stati 3.510.

«In un tempo in cui la voce Turismo ha sofferto come mai prima d’ora - afferma Isidoro Rebuli, presidente del Consorzio Valdobbiadene – siamo soddisfatti di com’è andata la scorsa stagione. Le nostre strutture ricettive, i ristoranti, gli agriturismi hanno lavorato bene, da primavera fino all’autunno. L’Ufficio ha gestito le richieste senza difficoltà. Siamo fiduciosi nel futuro e, se le restrizioni derivanti dalla pandemia lo consentiranno, siamo pronti ad accogliere turisti e visitatori in numero molto maggiore. Voglio ricordare che il fattore Unesco non è praticamente mai decollato, perlomeno non in senso compiuto e che già all’indomani della notizia dell’inclusione di quest’area nel novero dei siti Patrimonio dell’Umanità, qui si erano cominciati a vedere i giapponesi, evento rarissimo».

«Le presenze – aggiunge il sindaco di Valdobbiadene, Luciano Fregonese – nel 2021 sono state costanti, rispetto al 2020. Ci auguriamo tutti che il 2022 segni la svolta, e dunque la rinascita. Con l’arrivo della bella stagione dovremo lavorare a stretto contatto con le attività produttive locali, stimolandole a programmare meglio aperture e chiusure in modo da offrire servizi costanti e di qualità. Insomma, bisogna crederci!».

Sulla stessa lunghezza d’onda Rebuli: «La parola d’ordine deve essere qualità, sia nei servizi che negli eventi. In particolare bisognerà puntare sulla formazione degli addetti e su un a programmazione seria delle chiusure estive dei locali. In buona sostanza, in un’area turistica, tra luglio e agosto, le attività dovrebbero essere aperte, sempre». Isidoro Rebuli richiama gli addetti ai lavori a investire nell’accoglienza, perché «il turista che arriva qui è sempre più esigente e nel contempo dobbiamo tenere bene a mente che è il nostro miglior investimento pubblicitario».

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