Vandali imbrattano i muri della chiesa monumentale: caccia ai responsabili

Nel mirino dei writers la chiesa della frazione di Castello Roganzuolo, a San Fior. La denuncia è partita dai social network dove il gesto ha sollevato molta indignazione

Una foglia di marijuana, insulti alla polizia in inglese e i nomi di alcuni artisti della scena hip hop italiana. Sono queste le scritte comparse negli ultimi giorni sui muri della chiesa monumentale di Castello Roganzuolo, frazione di San Fior.

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Un piccolo gioiellino della provincia di Treviso, rovinato da un gesto di grande inciviltà. Costruita tra il dodicesimo e il tredicesimo secolo, l'edificio si innalza sul colle più elevato del paese, a 119 metri sul livello del mare, laddove nel medioevo sorgeva il Castello di Reggenza. La facciata è in stile neoromanico e risale al 1890. Fu alla fine del XIX secolo (1898) che la comunità di Castello Roganzuolo, quando la parrocchia era retta da don Luigi Colmagro (parroco di Castello Roganzuolo dal 1886 al 1916), si adoperò al fine di allungare la chiesa. Operazione non facile, data la sua posizione, sulla sommità di un colle. Le immagini della bravata sono state pubblicate sui social network nelle scorse ore da alcuni residenti a dir poco indignati per l'accaduto. Alcuni utenti hanno provato a minimizzare l'accaduto ipotizzando si sia trattato di un gesto compiuto da una banda di ragazzini del posto. In molti però hanno chiesto chiarezza e sperano che i nomi dei responsabili possano essere trovati al più presto. Nel frattempo i muri della chiesetta dovranno essere imbiancati per ritornare alla normalità.

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