Vasca di laminazione sul torrente Curogna: la Regione blocca il progetto

Bocciatura definitiva per il cantiere nell'area naturalistica di Pederobba. Esultano gli ambientalisti e i comitati locali: «Ora si istituisca un sito di Rete Natura 2000»

Il torrente Curogna (Immagine d'archivio)

La Giunta Regionale del Veneto con il decreto numero 553 dell’11 giugno 2020 a firma del direttore della direzione ambiente, Loris Tomiato, ha dato parere negativo definitivo alla realizzazione della vasca di laminazione sul torrente Curogna a Pederobba, parere che fa propria la bocciatura del Comitato Regionale Via – Valutazione di Impatto Ambientale del 6 maggio scorso.

Andrea Zanoni, vicepresidente della commissione Ambiente, commenta la notizia con queste parole: «Da subito assieme al Coordinamento "Aria che voglio" e ai componenti del gruppo consigliare comunale il "Bene in Comune", in particolare alla capogruppo Luciana Fastro, avevo sollevato le criticità a tale progetto e in particolare al deturpamento ambientale che avrebbe causato ad un’area naturalistica che considero degna di essere candidata come sito tutelato della Rete Natura 2000 dell’Unione Europea». Scongiurato dunque il pericolo della realizzazione dell’enorme vasca di laminazione da circa 150mila metri cubi, una vera e propria cava che avrebbe spazzato via ogni forma di vegetazione e tutta la relativa biodiversità presente, vasca che sarebbe servita a poco vista la presenza del bacino naturale del torrente Curogna utile a tale scopo. La Commissione Via regionale si occupa di questo progetto già dal 2015, poi preso in carico dal Comitato Via nel 2017, comitato istituito con la nuova legge regionale di cui Zanoni è stato relatore di minoranza. Il comitato aveva già dato il primo parere negativo nel 2017. Emaprice Spa, azienda con sede a Bolzano, aveva però ripresentato il progetto ottenendo l’odierna bocciatura definitiva che ha bollato il progetto come altamente dannoso per l’ambiente. Una vittoria dovuta all’impegno di associazioni e comitati, in particolare del coordinamento Aria che Voglio, delle forze politiche di opposizione e dei cittadini che hanno partecipato ad incontri, assemblee, sedute del Comitato VIA, producendo importanti osservazioni e documentazione tecnica utile al blocco dello scempio ambientale.

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«Su questa battaglia per la tutela dell’habitat del torrente Curogna - commenta Zanoni - mi sono attivato sin da subito partecipando a degli incontri del Comitato Via, ad incontri pubblici promossi dal Coordinamento Aria Che Voglio, a sopralluoghi sul sito naturale oggetto del progetto, nonché depositando ben tre interrogazioni alla Giunta regionale: in data 26 ottobre 2015, 26 luglio 2015 e 28 marzo 2018 con le quali ho denunciato le criticità ambientali, procedurali e di trasparenza del progetto. Questa vittoria – conclude Zanoni – a mio avviso deve essere seguita dalla candidatura di questa area a Sito della Rete Natura 2000 dell’Unione Europea per tutelare, in modo concreto, un habitat che rappresenta un angolo di natura unico che dobbiamo proteggere da nuovi possibili attacchi al fine di tramandarlo alle future generazioni».

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