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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
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Colonia agricola di Vascon, giornata di festa con gli ex allievi

All'incontro hanno partecipato il sindaco di Carbonera, Federica Ortolan, il presidente di Alternativa Ambiente, Marco Toffoli, e don Rodolfo Budini, parroco di Canizzano

Il tempo incerto di oggi, domenica 19 settembre, non ha frenato l’entusiasmo degli “ex ragazzi” dell’Opera Pia Colonia Agricola Vittorio Emanuele III che si sono ritrovati a Vascon di Carbonera, dove sorgeva la settecentesca villa Callegari che li ospitò, nei luoghi che ora sono la sede di Alternativa Ambiente cooperativa sociale, per festeggiare legami intensi fatti di memoria, gratitudine, identità e legami lunghissimi e intensi. Hanno così, dopo la lunga emergenza sanitaria che non ha consentito i loro frequenti raduni, potuto festeggiare anche la figura di monsignor don Raffaele Crosato (1914-2007), dal 1952 direttore della Colonia Agricola trasformata in collegio e scuola per giovani orfani e/o abbandonati (dai 6 ai 18 anni), affidati ai padri Giuseppini e alle suore Dorotee di Vicenza, dando vita alle prime scuole di formazione professionale della provincia di Treviso, nate proprio dall’esperienza della Colonia. Ma la necessaria distanza, per gli oramai maturi “ex ragazzi”, numerosi dei quali vivono in varie città d’Italia e alcuni anche in altri continenti, non ha fermato le loro significative iniziative che ieri hanno presentato per mantenere viva la loro straordinaria esperienza di vita.

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Negli ultimi tempi, infatti, congiuntamente con Alternativa Ambiente che rappresenta l’evoluzione morale della Colonia (e che infatti ha intitolato a Colonia Agricola il suo marchio commerciale), hanno:

- Impiantato un albero di olivo nel prato antistante gli ex laboratori professionali, ora sede della mensa di Alternativa Ambiente.

- Acquistato giovani piante da mettere a dimora nel viale degli alberi da frutto che attraversa la tenuta e realizzato una targa posta all’inizio del viale, che è stato così simbolicamente intitolato a don Raffaele.

- Posto una targa e una magnifica gigantografia di don Raffaele con i suoi ragazzi sotto al portico della barchessa della villa che ora ospita gli uffici di Alternativa Ambiente e la sua bottega agricola.

- Lanciato una crowfunding per il restauro dell’antica chiesetta padronale che fu la chiesa del loro collegio, oggi inagibile e pericolante ma ancora consacrata, il quale intendono mobilitarsi sollecitando anche le Autorità competenti a tutelare e valorizzare un manufatto Sacro di alto valore storico e identitario, sia per i cittadini di Carbonera, sia per le tantissime persone che hanno frequentato la Colonia Agricola e le successive esperienze che hanno poi dato vita ad Alternativa Ambiente.

- Hanno anche costituito un gruppo Facebook “Ex allievi don Raffaele Crosato” e si sono anche dati un eloquente simbolo: un olivo rigoglioso con radici profonde piantato proprio sull’indirizzo “via Callegari 32”. Sarà il logo non di un’associazione od altro ma di un progetto permanente con il quale intendono consegnare al futuro i tanti significati di un luogo speciale come quello in cui furono accolti e nel quale migliaia di persone dopo di loro hanno continuato, e continueranno, a trovare nuovi inizi.

Iniziative presentate durante la festa di oggi, domenica 19 settembre, alla presenza del sindaco di Carbonera Federica Ortolan, del presidente di Alternativa Ambiente Marco Toffoli e con la benedizione di don Rodolfo Budini, parroco di Canizzano e molto vicino a don Raffaele Crosato, che ha anche officiato una Santa Messa tra gli alberi.

La chiesetta di Villa Callegari il più antico edificio sacro di Vascon, citato dal vescovo Fortunato Morosini nel 1717 come unica chiesa campestre del paese. Dal 1826 fu di proprietà della famiglia Callegari e nella seconda metà dell’Ottocento Marianna Callegari vi ospitò spesso il nipote sacerdote, Giuseppe Callegari (nato a Venezia nel 1841) divenuto vescovo di Treviso nel 1880 e ordinato cardinale nel 1903 da papa Pio X, che era stato a lungo suo collaboratore, frequentando anche la villa di Vascon.

Villa Callegari e le sue pertinenze, all’inizio del XX secolo risultano piuttosto cambiate e compromesse, con l’Oratorio ampliato nella parte del presbitero e dell’altare. I continui cambi di proprietà non ne favorirono la conservazione, tanto che anche della “Pala del Tiepolo di buona forma” custodita nella chiesetta, descritta dal vescovo Federico Zinelli in un documento del 1867, si sono perse le tracce.

Con il generoso lascito del cav. Ernesto Dartora da Onigo (1858-1939), il complesso divenne di proprietà provinciale per essere destinato, a partire dal 1927, a sede dell’Opera Pia Colonia Agricola Vittorio Emanuele III gestita dai Padri Giuseppini, che vi accolsero centinaia di orfani della I e della II Guerra Mondiale: giovani e giovanissimi che trovarono ospitalità nella Colonia e che impararono un mestiere in quelle che furono le prime scuole di formazione professionale della provincia di Treviso, nate proprio dall’esperienza della Colonia.

Negli anni Sessanta, dopo che le scuole di formazione professionale furono trasferite nell’attuale sede di Lancenigo, l'oratorio e la villa caddero in abbandono fino a quando, negli anni Settanta, l’area ricominciò a vivere con la nascita della Cooperativa Alternativa, poi divenuta Alternativa Ambiente cooperativa sociale. Grazie a quella ritrovata vitalità, nel 1979 gli abitanti di via Callegari e di via Valier restaurarono volontariamente la chiesetta, festeggiando poi la loro opera con la Festa di Primavera il 25 marzo di ogni anno, con incontri molto sentiti e partecipati che si sono ripetuti fino a pochi anni or sono. E che gli "ex ragazzi" vogliono riprendere a organizzare.

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