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Province, dalla regione Veneto 8,1 milioni di euro per servizi e protezione civile

La Giunta regionale garantisce con risorse del proprio bilancio alcune importanti funzioni degli enti e della Città metropolitana

TREVISO Sette milioni di euro per aiutare le Province e la Città metropolitana di Venezia a dare continuità ai servizi sociale, in particolare quelli di assistenza extrascolastica ai minori disabili sensoriali, e oltre un milione di euro per le restanti funzioni non fondamentali, dando priorità alla Protezione civile, che gli enti intermedi continuano a svolgere nel territorio. Ammonta a 8.118.088,85 euro il finanziamento complessivo che la Regione Veneto destina nel 2018 alle sei amministrazioni provinciali del Veneto e alla Città metropolitana di Venezia per pagare la funzioni, definite  non fondamentali dalla riforma Delrio, che tali enti continuano a svolgere.

“Anche quest’anno – sottolinea il vicepresidente della Giunta regionale Gianluca Forcolin, che ha la delega al bilancio ed agli Enti Locali - così come avviene dal 2015, da quando cioè la Regione del Veneto si è fatta carico degli ingenti  costi derivanti dalla riforma Delrio (40 milioni di euro per finanziare personale e funzioni provinciali divenute “non fondamentali”) , la Giunta regionale garantisce con risorse del proprio bilancio alcune importanti funzioni delle Province e della Città metropolitana. Nel 2018 Province e Città metropolitana riceveranno oltre 8 milioni di euro, di cui 7 milioni di euro per le politiche sociali, e in particolare per assicurare continuità sino ad agosto al servizio dei ‘lettori’ che affiancano i disabili sensoriali, mentre la restante parte sarà assegnata alle altre funzioni non fondamentali, con priorità alla copertura delle funzioni relative alla Protezione Civile. Tale finanziamento ha ottenuto il parere favorevole e unanime della Conferenza permanente Regione – Autonomie Locali e dell’Osservatorio regionale per l’attuazione della legge Delrio”.

“Con il riparto 2018 – conclude il vicepresidente – diamo continuità al percorso di stretta collaborazione e condivisione tra Regione ed enti intermedi che sta accompagnando verso un nuovo assetto amministrativo e istituzionale. Pur non condividendo l’impostazione della riforma nazionale, in Veneto abbiamo cercato di trovare una soluzione condivisa che dia garanzie ai cittadini, ai servizi nel territorio e al personale degli enti intermedi”.

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