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La mappa del Veneto rosso (Fonte Luca Zaia via Instagram)

La mappa del Veneto rosso (Fonte Luca Zaia via Instagram)

Europa mette il Veneto in "rosso", Zaia: «Scandaloso, ci tuteleremo»

Tampone e quarantena obbligatoria per chi parte e arriva in Veneto dai Paesi dell'Ue con questa nuova classificazione. Il Governatore: «Così si ammazza l'economia»

«L’Europa ha diffuso la mappa del rischio Covid che pone il Veneto e altre Regioni italiane in zona “rosso scuro”, sulla base del criterio dei positivi su 100mila residenti. Salvo poi correggersi ponendoci comunque in “rosso”».

Luca Zaia su tutte le furie dopo la nuova mappatura pubblicata dal Centro europeo per il controllo delle malattie Ecdc, aggiornata giovedì 28 gennaio. I "colori" della mappa indicano le restrizioni di viaggio interne all'Ue raccomandante per cercare di contrastare la diffusione delle nuove varianti Covid: nel caso del "rosso scuro", gli stati membri dovrebbero richiedere di effettuare un tampone prima dell'arrivo e trascorrere un periodo di quarantena. Con il nuovo colore, che si aggiunge agli altri già presenti nella mappa (verde, arancione, rosso e grigio), vengono indicati i territori in cui i tassi di notifica di nuovi casi negli ultimi 14 giorni è superiore a 500 persone ogni 100mila abitanti. La classificazione europea è stata però cambiata, riducendo il grado di rischio di Veneto ed Emilia Romagna. Queste due regioni sono state inserite nella zona rossa da oggi, mentre è stata confermata la colorazione rossa scura per Friuli e Bolzano.

Cosa cambia

Secondo quanto anticipato lunedì dalla Commissione europea, chi rientra nel proprio Stato di residenza dovrebbe dunque eseguire il tampone, con l'eccezione dei lavoratori transfrontalieri e di quelli del settore dei trasporti. Oltre al test per la ricerca del Covid, ai viaggiatori delle aree in rosso scuro potrebbe essere chiesto di osservare un periodo di autoisolamento per un periodo fino a 14 giorni, a condizione che lo Stato membro imponga gli stessi requisiti ai propri cittadini quando viaggiano dallo stesso paese extra Ue. L'obiettivo è ovviamente fare in modo che il virus circoli il meno possibile tra i vari Paesi europei anche e soprattutto per bloccare le varianti di Sars-Cov-2 che si stanno diffondendo in molti Paesi. In realtà, come spiega EuropaToday, la proposta della commissione altro non è che un aggiornamento della raccomandazione varata lo scorso ottobre e mai attuata dagli Stati membri. In diverse parti d'Europa del resto queste misure sono già applicate.

Le parole di Zaia

Su Instagram il Governatore del Veneto ha commentato la notizia con un post al veleno: «Insistono, pur avendo visto i nostri chiarimenti, pur avendo noi ampiamente documentato trattarsi dell’utilizzo di un parametro non omogeneo e quindi inattendibile. E’ il paradosso della virtuosità perché viene colpito chi fa più tamponi e quindi trova più casi. A questa Ecdc vorrei chiedere come mai in Europa non c’è ancora una modalità unica per fare e conteggiare i campionamenti al fine di rilevare la reale diffusione del virus. Questo è vergognoso. Da questi organismi europei puoi aspettarti questo e altro. Acquisiremo tutti i documenti e andremo fino in fondo per capire su che basi si fonda questa classificazione per eventualmente tutelarci - conclude Zaia - Con questa improvvida iniziativa questi signori non hanno certo ottenuto il risultato di contrastare il Covid, ma quello di ammazzare un’economia come quella del Veneto, regione più turistica d’Italia, nella quale vengono da tutto il mondo il 66% dei 70 milioni di turisti. Solo questo costituisce un danno gravissimo per il quale andremo a vedere le carte per eventualmente tutelarci».

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Covid, Zaia: «Veneto rischia di tornare in zona arancione»

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