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Venerdì, 24 Maggio 2024

Allarme siccità, falde basse in Veneto: «Se non pioverà per un mese sarà un'estate complessa»

La preoccupazione dell'assessore all'ambiente della regione Veneto, Gianpaolo Bottacin, in vista dei prossimi mesi. Necessari interventi straordinari oltre al codice ambientale che tutela idropotabile e agricoltura: «manca un'autorità, un commissario che faccia attuare la legge e velocizzare l'iter per realizzare i bacini di accumulo della risorsa idrica»

In Veneto, nel mese di gennaio, ha piovuto molto di più rispetto allo scorso anno e anche di più rispetto alla media storica ma il quadrimestre tra ottobre 2022 a gennaio 2023 sconta un -21% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Questi fattori, a cui si sommano le alte temperature, uniti alla grave siccità dei mesi estivi dello scorso anno, fanno suonare un campanello d'allarme: anche il 2023 rischia di essere di grave crisi. A lanciare l'allarme è stato oggi, 2 marzo, l'assessore regionale all'ambiente della Regione Veneto, Gianpaolo Bottacin, intervenuto a margine dell'inaugurazione della bonifica di un'ex discarica a Treviso, in via Orsenigo. «Di sicuro siamo in una situazione» ha spiegato l'assessore «in cui le falde sono basse perchè le precipitazioni complessive non hanno consentito di recuperare quello che abbiamo perduto l'anno scorso, quindi si prospetta se non dovesse piovere per un mese di fila un'estate particolarmente complessa anche quest'anno».

Sarebbe fondamentale un cambio di passo a livello legislativo, in che modo? «E' una tematica che ho posto già nel 2017, un anno particolarmente siccitoso» ha commentato l'assessore «in questo Paese esiste una legge che specifica cosa c'è da fare quando c'è la siccità, che è il codice ambientale e quell'articolo di legge dice che in caso di carenza idrica la priorità assoluta è l'idropotabile, al secondo posto l'agricoltura e poi tutto il resto. Il problema è che non c'è un'autorità in grado di far applicare la legge, quindi laddove ci sono situazioni di bacini idrografici che non sempre seguono i confini amministrativi ma passano da una regione all'altra si innesca quel meccanismo di braccio di ferro fra una regione e l'altra».

«Non essendoci questa autorità, io già nel 2017 chiesi la nomina di un commissario e quella volta non fui ascoltato» aggiunge Bottacin «questa volta pare che il tavolo interministeriale di ieri abbia definito questa strada. Si tratta di capire in termini pratici in cosa consisterà perchè c'è il tema dell'applicazione della legge e poi c'è tutta la tematica dell'attuazione di quel piano che abbiamo realizzato riguardante i bacini di accumulo della risorsa idrica che non è così facile da realizzare con la normativa attuale. Se ad esempio prendo una ex cava, un buco, e dico di realizzarlo in un lago le autorizzazioni non sono così banali, pensate all'autorizzzazione paesaggististica».

«Sapendo la burocrazia che c'è in Italia e sapendo anche il fatto che per ricostruire un ponte crollato siamo stati costretti a fare una legge di una riga in cui si dice che si va in deroga su tutte le leggi dello Stato, forse un ripensamento delle varie leggi che ci sono in questo Paese, con una semplificazione vera» continua l'assessore «oppure la nomina di un commissario, che è il fallimento della politica come dice il sottosegretario Gava, credo siano necessari. Propendo per la prima strada ma nel frattempo, quella della semplificazione normativa ma nel frattempo la nomina di un commissario potrebbe essere utile».

E un commissario che ruolo potrebbe avere? «Bisogna capire se ha anche poteri di deroga sugli aspetti normativi» replica Bottacin «per esempio i commissari nominati a seguito di eventi calamitosi, a seguito della dichiarazione di stato di emergenza di protezione civile, possono andare in deroga su alcune leggi e questo spiega perchè in Veneto, dopo Vaia, abbiamo messo a terra un miliardo di euro in tre anni, altrimenti non sarebbe stato possibile, e lo abbiamo fatto senza distruggere l'ambiente. Sfido chiunque a venire nella zona dellla provincia più colpita, quella di Belluno, e dire che abbiamo fatto interventi invasivi. Tutte le leggi complesse non hanno la ricaduta che uno si aspetterebbe».

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