Villa Van den Borre a rischio demolizione: «Così si cancella il passato»

Al posto dell'edificio storico una nuova area residenziale chiamata "Corte Verde". A San Lazzaro a rischio anche la palazzina di fine Ottocento progettata da Vincenzo Gregorj

Palazzina Van den Borre

"Recintato da mura in stile cinquecentesco, in un'area di 6mila metri quadrati nasce Corte Verde, intervento caratterizzato da ampi spazi abitativi, giardini privati e favolose terrazze solarium. Tutti gli appartamenti saranno corredati da garage e posto auto privato".

Con queste parole e con l’aiuto di un rendering che illustra edifici dalle linee pulite e severe tipiche del design architettonico contemporaneo, un’agenzia immobiliare trevigiana sta promuovendo un’area di prossima costruzione a pochi passi dal centro storico. Un’area di gran pregio naturalistico, caratterizzato da piante centenarie di alto fusto (da qui Corte Verde) incastonata all'interno di un abitato del secolo scorso, tra le vie del Mozzato, Francesco Foscari e Andrea Gritti. La reclame però non svela che in questo ampio lotto, tra i pochi ancora esistenti a Treviso, si trova una palazzina già di proprietà dei Van den Borre edificata negli anni ’20 secondo il gusto architettonico neoromanico tipico di quell'epoca dell’espansione edilizia residenziale della Treviso dopo la Grande Guerra, analoga a quelle della città giardino all'interno del centro storico, i cui progetti furono per lo più affidati all'architetto Pietro Del Fabbro. La villa dei Van den Borre con le sue facciate in laterizio e cotto, ingentilite dalla presenza di una loggia e finestre ad arco verrà dunque demolita per far posto ad una serie di edifici di tutt'altro stile ciascuno con il proprio giardinetto, mentre il parco frutto di un attento disegno paesaggistico e scelta di una piantumazione di pregio, il belga Francesco Van den Borre, capostipite di questa illustre famiglia di giardinieri e vivaisti, fondò nel 1860 a Preganziol un importante vivaio specializzato principalmente nella coltivazione di piante esotiche tra cui la magnolia, verrà sventrato per far posto a vialetti carrozzabili facendo in tal modo perdere all'ambiente circostante la presenza di un luogo ameno, silenzioso e benefico per la saluta pubblica.

Palazzina Gregory-2

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«Di fronte a queste scelte imprenditoriali, puramente speculative, mi chiedo se non fosse stato invece meglio puntare su un progetto più virtuoso di conservazione ambientale con un adeguato restauro per ospitare magari un locale di servizio pubblico in cui fosse possibile far godere il parco e il suo giardino alla comunità - dichiara C.P,, impiegata dell'Ordine Ingegneri della Provincia di Treviso - Ancora una volta con questo intervento, Treviso continua la sua campagna di trasformazione architettonica e urbana nel nome, a mio avviso in questo caso distorto, della rigenerazione. Continua a consumare suolo prezioso e cancellare, edificio dopo edificio, i segni del passato. Così forse succederà anche per la vicina palazzina di fine Ottocento progettata da Vincenzo Gregorj situata fronte strada a pochi passi dalla chiesa di San Lazzaro (foto sopra): l’anno scorso sono stati tagliati tutti gli alberi d’alto fusto».

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