Domenica gli alpini vittoriesi celebrano la battaglia di Nikolajewka e giorno della Memoria

L'appuntamento nella chiesa dell’antica Pieve di Sant’Andrea e successivamente al vicino monumento alle Penne Nere, in occasione del 77esimo anniversario della battaglia in terra di Russia

Gli alpini si apprestano a ricordare i Caduti

La battaglia di Nikolajewka e il giorno della Memoria, saranno accomunati nel ricordo degli alpini della Sezione Ana di Vittorio Veneto, domenica 26 gennaio, nella chiesa dell’antica Pieve di Sant’Andrea e successivamente al vicino monumento alle Penne Nere, in occasione del 77esimo anniversario della battaglia in terra di Russia. Come sempre seguendo il motto che amano dire: «I Caduti non muoiono sui campi di battaglia, ma quando sono dimenticati».

Alla cerimonia parteciperanno i 19 gruppi della sezione, e le rappresentanze vittoriesi delle altre Associazioni d’Arma invitate che, se non proprio a Nikolajewka, hanno vissuto altri durissimi momenti di sofferenza nella Campagna di Russia. Come ormai da qualche anno in chiesa sarà portata ed esposta anche la  croce che Alfonso Palatini, Tenente Medico di Vittorio Veneto, durante la campagna di Russia, recuperò da una chiesa semidistrutta durante il rientro in Italia.

La croce è stabilmente esposta presso il Sacrario delle Bandiere realizzato nella chiesetta di San Giuseppe in piazza Foro Boario e custodita con cura dalla Consulta delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma di Vittorio Veneto. Il programma prevede il raduno alle 9.30, quindi la messa alle 9.45 con l’accompagnamento del coro Ana sezionale, che poi alle 10.30, dopo la funzione religiosa sarà protagonista del ricordo titolato “Nikolajewka, olocausto, … parole e canti per non dimenticare”. Alle 11 l’alzabandiera al monumento alle Penne nere e saluti delle autorità. “Pensiamo – evidenza la sezione - che il ricordo degli Alpini caduti nella battaglia di Nikolajewka nel 1943 e successivamente le indicibili sofferenze dei rinchiusi nei campi di concentramento sino al 1945 debba rimanere vivo a testimonianza del nostro passato e sia di auspicio affinchè non vengano mai più scritte pagine di storia come queste”.

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