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Stormi, storie di migranti e accoglienza nel vittoriese di Stefano Faraon

La seconda proiezione del documentario organizzata dalla consulta dell’Associazionismo Culturale Vittoriese

VITTORIO VENETO Dopo l’anteprima che si è tenuta il 25 luglio 2018 presso il Lago Film Fest che ha avuto un grande successo, la Consulta dell’Associazionismo Culturale Vittoriese e le associazioni che hanno collaborato alla realizzazione di questo progetto sono liete di invitarvi alla seconda proiezione pubblica del documentario STORMI – storie di migranti e accoglienza nel vittoriese che si terra VENERDÌ 17 AGOSTO 2018 alle ore 21:30 a Seravalle (Vittorio Veneto) in Via Burela (accanto a La Giraffa) durante i Festeggiamenti di Santa Augusta a cura del Comitato Festeggiamenti Sant’Augusta, della trattoria “La Giraffa” e in collaborazione con il Vittorio Veneto Film Festival.

Storie di viaggi, fatiche, sogni e desideri. Immagini e parole che non hanno la fretta di dover dire tutto e subito, ma che seguono la semplice quotidianità di chi viene ospitato e di chi ospita. Una fotografia temporale a livello locale di un fenomeno complesso. Tutto questo, e non solo, è “Stormi: storie di migranti e accoglienza nel Vittoriese”, un documentario realizzato da Stefano Faraon su progetto della Consulta dell’Associazionismo Culturale Vittoriese, con il sostegno e la collaborazione delle associazioni di volontariato 12Ponti, La Fabbrica dei Coriandoli, La Rete Solidale, Il mondo di Tommaso e il patrocinio e il contributo del Comune di Vittorio Veneto. Un film che nasce per diventare testimonianza di storie che le associazioni conoscono bene, perché da anni vivono un osservatorio di realtà di disagio della nostra terra.

Stefano Faraon è un 35enne videomaker vittoriese (con una lunga esperienza in giro per l’Italia): quando la Consulta gli ha proposto di realizzare un video per raccontare alcune storie dei ragazzi stranieri che gravitano attorno al Parco Area Fenderl non ci ha pensato un attimo, ed ha cominciato a far mulinare la sua fantasia e professionalità. Otto mesi di riprese , interviste, immagini e incontri. Con giovani profughi , associazioni che si occupano di loro e persone che danno loro un impiego. Ne è nato uno spaccato di vita vissuta che – senza ambizione di rappresentare una realtà più vasta di quel che è – racconta il disagio, la sofferenza, la speranza, la semplicità, la storia di queste persone. Un film che commuove per l’intensità delle sue immagini, parole, silenzi. Si tratta di persone che ora vivono a Vittorio Veneto, dopo peripezie difficili da immaginare e – si vedrà- persino raccontare. Persone che hanno accettato di mettersi davanti alla telecamera a parlare di sé, non senza dolore nel ricordare cosa significhi lasciare la propria terra, la propria famiglia, la propria storia. Tra le associazioni promotrici, l’associazione Il mondo di Tommaso riveste un ruolo molto importante, che parte proprio da Tommaso, cui il lavoro è dedicato: il giovane scomparso tragicamente nel marzo 2017 che si era preso a cuore la realtà dei migranti, conosciuta presso il Parco Area Fenderl. Uno dei ragazzi con cui aveva legato è tra i protagonisti di questo film documentario che l’associazione ha voluto sostenere proprio nel suo ricordo.

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