Nuove linee guida per la Fase 2: un metro di distanza ovunque, anche al ristorante

Il presidente Zaia ha annunciato le nuove indicazioni che saranno a breve disponibili per tutte le attività. Previsti poi 2 metri di distanza in palestra

Lunedì 18 riaprono, con particolari paletti, attività commerciali e negozi di servizi alla persona. Le restrizioni permangono, ma ci sarà un generale allentamento, un altro passo avanti per tornare ad una quotidianità con una parvenza di normalità. Da lunedì, quindi, la distanza di 1 metro sarà quella da rispettare in tutti i negozi. Per ragioni di sicurezza e dispersione, in palestra gli utenti dovranno rispettare, tra loro, una distanza di 2 metri. Dopo il via libera di stanotte del Governo alle Regioni, quindi, nel corso del consueto punto stampa dalla sede della protezione civile di Marghera, il presidente Luca Zaia ha annunciato i punti della nuova ordinanza regionale che dal 18 maggio regolerà la nostra vita. Più libertà, ma con un doveroso appunto: non è tutto finito, quindi l'allerta deve rimanere massima.

Come funzionerà al ristorante

Il presidente della Regione, nel corso del punto stampa, ha preannunciato, a titolo d'esempio, come funzioneranno le nuove linee guida nei ristoranti. All'ingresso potrà essere rilevata la temperatura (comunque non obbligatorio) e ad ogni tavolo sarà presente una boccetta di gel igienizzante. Per i locali con posti  a sedere, la distanza tra i clienti dovrà essere di 1 metro mentre l'accesso avverrà tramite prenotazione. Bisognerà prediligere l'utilizzo degli spazi esterni, laddove presenti. La consumazione al banco sarà consentita solo se sarà possibile garantire la distanza di un metro tra le persone.

«Dal 4 maggio - ha detto Zaia - quando 1,2 milioni di lavoratori veneti sono tornati a lavorare, tutti gli indicatori continuano ad essere in calo. Ieri è stata una giornata campale: l'intesa col Governo è stata quella che le linee guida delle Regioni faranno giurisprudenza». Nel corso del punto stampa ha preso parola anche la dottoressa Francesca Russo, direttore del dipartimento di Prevenzione e Sanità Pubblica. «La distanza minima interpersonale di un metro - ha sottolineato - non è un'invenzione nostra ma è riconosciuta a livello internazionale per ogni ambito. Non so perché l'Inail avesse scritto quattro metri nei ristoranti come distanza, noi alle Regioni abbiamo proposto la distanza di un metro ed è stata subito accettata da tutte».

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