Covid, Zaia: «In arrivo nuova ordinanza per limitare gli assembramenti»

Giovedì 22 ottobre il nuovo punto stampa del Governatore veneto. Pronta l'attivazione di dieci Covid-hospital regionali in caso di aumento dei ricoveri in terapia intensiva

Luca Zaia durante il punto stampa a Marghera

«Dobbiamo venir fuori dal prossimo inverno che sarà ancora all'insegna del Covid. Siamo preoccupati per il picco dell'influenza stagionale ma ci siamo attrezzati in tempi non sospetti e per arrivare all'estate senza problemi».

A dirlo è Luca Zaia durante il nuovo punto stampa di giovedì 22 ottobre dedicato all'emergenza Covid in Veneto. «Quando il numero di ricoverati in terapia intensiva raggiungerà la terza fascia apriremo dieci ospedali-covid a livello regionale, ospedali che saranno sottratti alle cure ordinarie. Ad oggi, però il Veneto è ancora in "Fase 2". Sul fronte della cura del virus ci siamo ma dobbiamo scongiurare il collasso della sanità - ha ribadito ancora una volta il Governatore - Entro lunedì farò una nuova ordinanza per limitare gli assembramenti. Non posso ancora anticipare nulla ma ci saranno misure più restrittive. Non ci sarà un nuovo lockdown e non bloccheremo gli arrivi dalle altre regioni per il momento. La punta dei ricoveri nella prima ondata di Covid in Veneto era arrivata dopo una quarantina di giorni dall'inizio dell'emergenza, una classica curva a campana - ha spiegato Zaia - Oggi siamo di nuovo in una fase di crescita, con impennate di positivi per tutti i tamponi che vengono fatti, per ora però le persone in terapia intensiva aumentano davvero molto lentamente. Il picco dei contagi è ancora lontano. Per quanto riguarda la carenza di personale, abbiamo sempre cercato di aumentare gli organici della sanità pubblica. Medici però non ce ne sono, 56mila a livello nazionale e almeno 1300 in Veneto. Abbiamo stanziato 9 milioni di euro per le borse di studio di chi vorrà iscriversi a Medicina ma c'è un problema tra la durata degli studi e le tempistiche di immissione nel mondo del lavoro. Anche con gli infermieri la situazione non è rosea. I medici laureati che abbiamo oggi non trovano lavoro perché non hanno la specializzazione. Stiamo pensando a dei corsi brevi per medici intensivisti da impegnare nelle Terapie intensive in caso la situazione torni ad aggravarsi. Rivolgo al Governo un appello perché siano individuati e validati dei protocolli specifici per la cura dei pazienti a casa fino a che non si renda necessario il ricovero, perché da febbraio scorso - ha sottolineato Zaia - anche i metodi e i farmaci per le cure hanno fatto progressi e registrato innovazioni che sarebbe bene codificare e condividere. E’ evidente che, più si riesce ad assistere efficacemente un malato a domicilio, meno si accresce la pressione sugli ospedali»

Per fronteggiare l’esigenza di controllo delle migliaia in isolamento fiduciario, inoltre, potrebbe, fra poco, non risultare più efficiente come dovrebbe il metodo della telefonata quotidiana a casa da parte dei tracciatori. Ecco quindi che Zaia ha annunciato l’attivazione di una app di biosorveglianza attraverso la quale ogni persona isolata potrà quotidianamente far sapere le proprie condizioni alla struttura sanitaria presso la quale è in carico. Se la segnalazione dovesse far emergere qualche preoccupazione, allora i sanitari si porteranno al domicilio del paziente. «L’abbiamo pronta da giugno - ha concluso Zaia - ma non l’abbiamo attivata perché non volevamo apparisse come una sorta di concorrenza a Immuni, anche se ha finalità e modalità operative assolutamente diverse. Illustrerò al Governo questa nostra novità perché siamo convinti possa alleggerire molti problemi non solo in Veneto».

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