Il Governatore Zaia inaugura il nuovo Ospedale di Comunità di Treviso

«E’ un segnale di civiltà. Così rispondiamo alle necessità delle famiglie e delle persone sole che dovrebbero affrontare grossi problemi nel tornare a casa dopo un'operazione»

Il taglio del nastro del nuovo Ospedale di Comunità

E’ stato inaugurato giovedì mattina dal Presidente della Regione del Veneto, alla presenza del Sindaco di Treviso e della Presidente della Conferenza dei Sindaci dell’Ulss 2, il nuovo Ospedale di Comunità di Treviso, in via Antonio Scarpa (nel padiglione ex Dermatologia). Destinato ai pazienti “a bassa intensità di cura” che non possono essere seguiti a domicilio, sarà operativo da lunedì 14 settembre e accoglierà oltre 300 persone l’anno. Ricavato al primo piano, ala ovest, del Padiglione F del Ca’ Foncello, si estende su una superficie di 1.070 mq: dispone di 28 posti letto, distribuiti in camere doppie con bagno, oltre a un ampio soggiorno per ospiti e familiari, ambulatori e locali di servizio.

I lavori per la realizzazione sono iniziati a fine 2019: complessivamente l’investimento per l’intervento di adeguamento dell’ex dermatologia è stato di 250 mila euro. Data la tipologia dei pazienti trattati, è stata posta specifica attenzione all’umanizzazione degli spazi, mediante l’utilizzo di materiali e colori che potessero rendere gli ambienti accoglienti sia per i pazienti sia per i familiari e gli operatori. Questo il commento del sindaco di Treviso, Mario Conte, a margine dell'inaugurazione: «Con il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, e il Presidente della conferenza dei Sindaci dell'Ulss 2 Marca trevigiana, Paola Roma, abbiamo inaugurato l’Ospedale di Comunità della Marca, a Treviso, una struttura intermedia destinata a ospitare i pazienti post acuti che non possono essere assistiti in ambito domiciliare. Si tratta di un ulteriore ampliamento dell’offerta di servizi socio-sanitari che testimonia come la Regione abbia voluto investire su una sanità di eccellenza».

Queste, invece, le parole del Presidente della Regione Veneto: «Questo ospedale diventa l’anello mancante di un’organizzazione ospedaliera che, per avere la massima efficienza, deve prevedere un anello di congiunzione tra il ricovero in reparti per acuti e le cure a casa. E’ anche un segnale di civiltà, perché così rispondiamo alle necessità delle famiglie e delle persone sole che dovrebbero affrontare grossi problemi nel tornare al proprio domicilio magari dopo un'operazione chirurgica».

I LAVORI DI ADEGUAMENTO

L’intervento è consistito nella manutenzione straordinaria di parte del primo piano del Padiglione F, per trasformare l’area precedentemente occupata dalla dermatologia nel nuovo Ospedale di Comunità, mediante la ridefinizione del layout di alcuni locali e una manutenzione complessiva dell’area. In particolare, nell’ambito dell’intervento di adeguamento, sono stati ridefiniti gli spazi, sono state ridisegnati tutte le finiture interne (pavimenti, rivestimenti, controsoffitti, serramenti, pitture, ecc), è stata adeguata l’impiantistica, rifatti i servizi igienici e adeguati gli impianti di climatizzazione e di rilevazione incendi.

L’ASSISTENZA OFFERTA

L’Ospedale di Comunità è destinato ad accogliere pazienti che richiedono una bassa intensità di cura, stabilizzati dal punto di vista clinico, che necessitano di assistenza continuativa non erogabile a domicilio. In particolare è previsto che vengano accolti:

  • pazienti con problemi di salute post-acuti o cronici, con basso margine di evoluzione peggiorativa e/o instabilità clinica, provenienti da una struttura ospedaliera per acuti o riabilitativa;
  • pazienti cronici e/o fragili provenienti dal domicilio, che necessitano di essere accolti in una struttura protetta per ricevere cure non erogabili a domicilio.

L’assistenza viene erogata per un periodo di 4-6 settimane, attraverso un percorso clinico-assistenziale predisposto da una équipe multiprofessionale, e condiviso con il paziente e i familiari o caregiver, finalizzato alla riattivazione funzionale, stabilizzazione, adattamento alla disabilità e palliazione. Nell’ambito del percorso viene pianificata la dimissione protetta a domicilio. Le cure sono fornite in modo continuativo, 24h/24h per 365 gg/anno, da un’équipe multiprofessionale, coordinata da un medico, che garantisce la corretta applicazione delle prescrizioni diagnostico-terapeutiche e la risposta ai bisogni assistenziali. Dell’équipe fa parte un infermiere care manager che coordina il percorso del singolo paziente, assicura l’attuazione del progetto di recupero/riabilitazione e le dimissioni in collaborazione con l’équipe multidisciplinare. I medici saranno dell’Ulss 2, il restante personale dell’équipe, invece, sarà fornito dalla Cooperativa “Orchidea” di Montebelluna. Al percorso di cura può partecipare il medico di famiglia. 

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