Martedì, 28 Settembre 2021
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Covid, Zaia: «Infermieri potranno prestare servizio nelle case di riposo»

Saranno pagati 35 euro all'ora e potranno decidere di lavorare nelle rsa dopo la fine del loro turno di lavoro in ospedale. Sfogo contro gli assembramenti del Black Friday

«I dati stanno continuando a crescere in Veneto perché la gente non rispetta le regole e il distanziamento sociale. Abbiamo quasi 3mila persone in ospedale, è come se avessimo chiuso sei grandi ospedali». 

Inizia con queste parole il punto stampa di giovedì 26 novembre del Governatore Zaia. «Nelle ultime ore mi stanno continuando ad arrivare segnalazioni di assembramenti per il Black friday: così non funziona. La grande novità di oggi però è che tutti gli infermieri del Veneto potranno prestare servizio nelle case di riposo alla fine dei loro turni in ospedale. La nuova norma non sarà valida per gli operatori socio-sanitari che non potranno lavorare extra nelle rsa per una questione di contratti. Gli infermieri verranno pagati 35 euro all'ora ma la considero una forma di volontariato visto che le Rsa del Veneto stanno vivendo una situazione di grandissima difficoltà. A chi conosce infermieri e operatori socio-sanitari l'invito è dunque quello di dire loro che, dai prossimi giorni, avranno questa nuova possibilità per dare un aiuto davvero importante. Le rispettive Ulss apriranno una gara di interesse, gli infermieri interessati si potranno registrare nell'apposita lista delle Ulss che verrà poi inviata alle singole case di riposo». 

Nel corso del punto stampa Zaia ha fatto anche un punto ulteriore sui numeri dell'emergenza sanitaria. «Il 21 febbraio il Veneto aveva 494 letti in terapia intensiva, sono state portate a 825 in un primo momento, oggi siamo arrivati a 877 numero target di posti letto da garantire per legge. Per sicurezza il Veneto li ha voluti portare a mille, 123 posti in più. Sono 4mila, invece, le persone in attesa della presa in carico ospedaliera. Oggi alle ore 16 avremo l'incontro con i Ministri Speranza e Boccia: sulla scuola penso non abbia senso aprire prima delle vacanze di Natale. Concentriamoci su un'apertura più solida dopo l'Epifania. Non passi però l'idea che le scuole sono chiuse per colpa dei trasporti. Il motivo è il rischio di infenzione in classe dove chi si contagia porta il virus a casa tra i contatti stretti. Sulle piste da sci non sappiamo ancora nulla dal Governo, è una questione davvero complicata - conclude il Governatore - La chiusura delle piste sarebbe la fine della montagna spero che, se dovranno restare chiuse, non aprano quelle all'estero». Venerdì 27 novembre ci sarà la decisione sulle nuove decisioni dei colori per le Regioni: «La situazione è sotto controllo - conferma Zaia - Attendiamo il verdetto del Governo, finora nelle ultime tre settimane siamo rimasti zona gialla, zona arancione vorrebbe dire non poter più uscire dai confini comunali, un colpo ancora più duro per le attività commerciali».

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