rotate-mobile
Lunedì, 5 Dicembre 2022
Attualità

Sanità, Zaia: «Medici in servizio fino a 75 anni, ne mancano 45mila»

Le parole del presidente Zaia: «Sono quasi tremila i medici in pensione che potrebbero essere impiegati in Veneto». La replica: «Serve una visione organica, non è così che si risolve il problema»

In Veneto mancano all’appello 45mila medici, un gap negativo che richiederà anni per essere colmato. «Non è assolutamente per mancare di rispetto ai nuovi assunti, ci mancherebbe, ma un medico in perfetta salute, con un curriculum di ricerca e studi di alto livello, con un bagaglio professionale unico, con alle spalle centinaia di migliaia di ore in sala operatoria magari a fare trapianti di cuore e polmoni, non capisco perché a 70 anni dovrebbe appendere il camice al chiodo. Paradossalmente, questo stesso medico potrebbe attraversare la strada iniziando a lavorare per una struttura privata». Parole del presidente Luca Zaia, in occasione dell’inaugurazione delle nuove sale operatorie ibride ad alta integrazione dell’Azienda Università Ospedale di Padova.

«Non ce l’ho con i privati, ma ho l’obbligo di difendere gli investimenti che il sistema sanitario regionale ha fatto nel corso degli anni e con essi anche le professionalità incardinate - ha aggiunto il Governatore -. Sono quasi tremila i medici con meno di 75 anni che potenzialmente potrebbero essere impiegati in Veneto. Il problema va risolto a monte, ma una via è quella di creare i presupposti perché questi medici restino al lavoro, su base volontaria, offrendo loro l’opportunità di continuare a collaborare nel pubblico come farebbero nel privato».

La replica

«Consentire ai medici di medicina generale di rimanere in servizio fino a 75 anni, come ha proposto il presidente Zaia non sarebbe un problema ma non è nemmeno una soluzione».

Lo ha detto all'Agenzia Dire il segretario della Fimmg del Veneto Maurizio Scassola. «Nell'ambito dell'emergenza è una proposta di cui si può discutere, ma la mia preoccupazione è che stiamo continuando a fare delle proposte tamponando le emergenze, senza una visione di insieme dei problemi e soprattutto un progetto della Regione Veneto su cui sviluppare la medicina generale, o meglio l'assistenza primaria - afferma Scassola -. Io conto molto sul fatto che il presidente Zaia e l'assessore Lanzarin convochino al più presto -per tutti gli aspetti emergenziali che sono emersi in questo periodo- il tavolo tecnico istituzionale, per poterci confrontare sui modelli di sviluppo della medicina generale - prosegue Scassola ricordando che - noi abbiamo già presentato due mesi fa un nostro progetto. Spero che ne possiamo discutere».

E sull'età pensionabile: «Ci sono delle idee anche a livello nazionale, da parte dei sindacati, non c'è nulla di scandaloso. Noi siamo disponibili, ma il problema non è quello di tamponare le varie emergenze. È quello di avere un'idea di sviluppo organizzativo dell'assistenza primaria", ribadisce il segretario della Fimmg del Veneto- "Il problema non è quello della carenza dei medici, del ricambio dei giovani medici, non è spalancare le porte dei corsi di laurea, non è aumentare i posti all'università. Il problema è fare un esame serio insieme -e noi abbiamo i dati- sull'andamento demografico della popolazione medica italiana - sostiene Scassola -. Se noi guardiamo semplicemente i numeri non ci mancano medici, manca l'attrattività, manca il modello moderno organizzativo, ci mancano le risorse del personale di studio che organizzi gli ambulatori, ci manca l'investimento sull'aggregazione dei medici per lavorare insieme. Se noi riusciamo ad affrontare organicamente questo, tutto è superabile. E forse non dovremmo nemmeno affrontare il problema degli ultra 70enni e di alzare il massimale di assistiti, perché non è ragionando così che risolviamo il problema» conclude.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Sanità, Zaia: «Medici in servizio fino a 75 anni, ne mancano 45mila»

TrevisoToday è in caricamento