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Olimpiadi 2026: "Assurdo buttare al vento 980 milioni di contributi Cio"

Il governatore del Veneto, Luca Zaia: "Pur di chiudere questa partita Cortina si mette in fondo senza problemi. Non esiste che si perdano le Olimpiadi, credibilità, finanziamenti, visibilità planetaria per un battibecco sulla posizione del nome"

TREVISO “Sono un inguaribile ottimista e penso che la soluzione del tridente sia ancora oggi la migliore. Invito tutti a ripensarci, perché abbiamo chiuso un bel dossier e il Coni ha già ottenuto dal Cio la possibilità di far firmare i tre Sindaci, il che è una cosa unica. Comunque, se non va a tre, c’è la soluzione della falange macedone Lombardia-Veneto. E’ vero che Cortina e Milano dovrebbero trovare 600 milioni di euro, e sono tanti soldi, ma è anche vero che se le Olimpiadi non si fanno, si perdono 980 milioni di finanziamenti del Cio”. Lo ha detto il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, incontrando in mattinata i giornalisti sul tema della candidatura italiana alle Olimpiadi invernali del 2026.

“Questo non è il momento delle polemiche – ha ribadito Zaia – ma di saper fare tutti un passo a lato. La verità è che ci sarà un logo e ci saranno i nomi delle tre città uno davanti all’altro. Pur di chiudere questa partita Cortina si mette in fondo senza problemi. Non esiste che si perdano le Olimpiadi, credibilità, finanziamenti, visibilità planetaria per un battibecco sulla posizione del nome”. “Spero – ha aggiunto il Governatore del Veneto – che a Torino facciano qualcosa, una controproposta, e che si chiuda questa partita, altrimenti il tridente si modifica nella falange macedone di Lombardia e Veneto. Senza l’appoggio del Governo si fa più dura – ha tenuto a sottolineare Zaia – però il nostro motto è che solo i pessimisti non fanno fortuna. Avremo modo di pianificare un intervento in otto anni, di parlare con i grandi sponsor e con gli interlocutori territoriali. Si può fare aggregazione, come si è visto nell’occasione dell’Expo”.

Zaia ha anche ricostruito gli intrecci che hanno portato a oggi: “il Governo aveva chiesto tre lettere ai Comuni. Quella di Cortina era impeccabile, quella di Milano confermava l’impegno con alcune specificazioni sul brand, quella di Torino ribadiva le condizioni della sua delibera iniziale, cioè correre da soli”.

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