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Il professor Andrea Crisanti

Il professor Andrea Crisanti

Zona gialla, Crisanti: «Governo non dia colpa ai cittadini se i contagi risaliranno»

Il microbiologo dell'Università di Padova chiede di rendere pubblici i dati del "rischio calcolato" per le riaperture. E sulle vaccinazioni: «L'impatto che hanno sull'indice Rt è nullo»

«I numeri che sto ancora definendo parlano chiaro, con le riaperture si determinerà uno scenario molto negativo ma il Governo si è assunto una responsabilità, ovvero il "rischio calcolato"». Andrea Crisanti, microbiologo e direttore del dipartimento di Microbiologia all'università di Padova, commenta con queste parole all'agenzia "Dire" il ritorno del Veneto in zona gialla.

«E' evidente che quei numeri sono stati discussi nel Comitato tecnico scientifico e se questo non e' accaduto, ipotesi peregrina, è drammatico. Con le attività che riprendono non si può dare la responsabilità dei nuovi casi ai cittadini - spiega Crisanti - non vorrei che dicessero 'noi abbiamo calcolato bene ma le persone si sono comportate male'. Per questa ragione deve esserci trasparenza affinché tutti abbiano consapevolezza di come stiamo riaprendo e di cosa significherà per l'epidemia questo cambiamento, quanti morti ci saranno e quanti nuovi casi conteremo. Ho studiato ed elaborato cosa vuol dire 'rischio calcolato', nei prossimi giorni comunicherò questi dati e con altri studiosi lanceremo una petizione per far sì che siano pubblicati i documenti e i numeri che hanno condotto il Governo alle riaperture di oggi, parlando appunto di rischio calcolato. Tutti i cittadini devono conoscere su quali basi e su quali documenti sono state prese quelle decisioni».

In chiusura un commento sui vaccini: «Le persone vaccinate, la maggior parte, non sono immunizzate al 100% perché hanno fatto una sola dose e poi dobbiamo tenere presente il rischio di reinfezione che può esservi con le varianti e la percentuale di protezione data dai vaccini, che è il 70%. Pertanto, tra le persone che hanno avuto l'infezione e coloro che hanno ricevuto almeno una dose, c'è un 25% della popolazione che è parzialmente protetta dal virus, anzi, possiamo dire che l'impatto della vaccinazione sull'RT è nullo - afferma Crisanti, sempre interpellato dall'agenzia Dire - Gli italiani non devono farsi prendere in giro: se il ragionamento sul rischio calcolato è stato fatto sulla base dei numeri, faremo accesso agli atti dei verbali del Cts, che dovrebbero già essere pubblici. Se quegli atti non ci sono, allora significa che le riaperture sono state basate su un'idea, un'ipotesi» conclude Crisanti.

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