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Autismo: fra buone pratiche, ricerca e innovazione

La significativa testimonianza del gruppo sociale Castel Monte, che gestisce la comunità residenziale per adulti Casa del Campo di Cavaso del Tomba, e dell’impresa sociale Holos, nata per progettare percorsi formativi per persone nello spettro autistico. Qualche giorno fa a Treviso un convegno ha fatto il punto.

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

In Italia l’autismo riguarda attualmente almeno 600mila famiglie, con numeri in progressivo aumento, tanto che anche libri, serie televisive e film se ne occupano. Ma difficilmente possono raccontare tutte le complessità e le fatiche dello spettro autistico. Su questa importante tematica sociale, già da tempo lavorano le realtà trevigiane Castel Monte onlus e Holos impresa sociale. Qualche giorno fa, all’auditorium dei Frati minori conventuali di S.Francesco di Treviso, si è tenuto il convegno scientifico “Autismo, equilibrio nello spettro”, dove Giuseppe Possagnolo (presidente di Castel Monte) e Caterina Bustaffa (presidente di Holos), insieme ai loro collaboratori, hanno raccontato i risultati del gioco di squadra conseguiti negli ultimi anni. In apertura dei lavori, sono intervenuti l’assessore alle Politiche sociali di Treviso, Gloria Tessarolo, padre Oliviero Svanera, rettore della Chiesa di S.Francesco e la consigliera regionale Sonia Brescacin, presidente della V Commissione Sanità della Regione Veneto. “Castel Monte e Holos da anni dedicano molte iniziative alle persone nello spettro autistico e alle loro famiglie, – hanno spiegato Possagnolo e Bustaffa – dal potenziamento delle strategie educative in età evolutiva, alla partecipazione sociale attiva nel mondo del lavoro, fino al supporto all’interno di strutture residenziali. Lo facciamo in rete con altre realtà all’avanguardia, italiane e non solo, percorrendo strade di innovazione, ricerca e sperimentazione, per cercare insieme nuovi percorsi – unici e personalizzati – che aiutino le persone a costruire il loro migliore progetto di vita”. L’ESPERIENZA DI CASA DEL CAMPO La prima sessione del convegno è stata dedicata alle persone autistiche nelle strutture residenziali, scelta spesso sofferta dalle famiglie, come “via del non ritorno”. Gli interventi degli esperti hanno dimostrato invece che la struttura residenziale può rappresentare una “pagina bianca” sulla quale scrivere nuove storie. Il lavoro appassionato degli operatori e le attività degli ospiti di Casa del Campo, residenza-alloggio di Cavaso del Tomba (TV), sono stati raccontati in un filmato, successivamente commentato dalla coordinatrice della struttura Diletta Maggiolo, dalla coordinatrice educativa Giulia Rosato e dalla coordinatrice della Divisione Residenze Castel Monte, Arianna Brunello. Attività di vita quotidiana, tempo libero, interventi abilitativi personalizzati, attenzione allo stato di salute fisica e monitoraggio della terapia psicofarmacologica: tutto questo è la vita a Casa del Campo, con la prospettiva di raddoppiare presto la struttura. La possibilità che le strutture residenziali diventino volani virtuosi, in grado di risvegliare risorse impensabili nella collettività, è stata ripresa dal team di lavoro di ASP Charitas di Modena, con Mauro Rebecchi (presidente), Chiara Arletti (direttrice), Ciro Ruggerini (referente scientifico, neuropsichiatra e psichiatra), Franco Caroli (medico esperto in nutrizione). Il tema della complessità biologica nell’autismo è stato ripreso da Cristina Panisi, referente scientifica di Holos, nella relazione “Spettro Autistico: nessuno escluso”, riprendendo il titolo del Corso di Alta Formazione promosso da Holos e co-diretto da Luigi D’Alonzo e Cristina Panisi, all’Università Cattolica di Milano. Sottolineando l’importanza dell’attenta valutazione degli aspetti organici nelle persone autistiche, Panisi ha presentato lo strumento di dialogo interdisciplinare utilizzato a Casa del Campo.

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