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Maeg Costruzioni, nuovo stabilimento da 5mila metri quadrati nella Marca

L'azienda di Vazzola ha chiuso l’anno della pandemia con un fatturato di 84.2 milioni di euro, in aumento rispetto a quello del 2019. Ampliamento in arrivo con il maxi stabilimento a Cimavilla di Codognè

Il cantiere del Ponte Shindaha a Dubai realizzato da Maeg Costruzioni

Valore della produzione in progresso anche nell'anno della pandemia per Maeg Costruzioni: l'azienda di Vazzola ha chiuso l’esercizio 2020 a 84,2 milioni di euro, contro gli 83,4 dell’anno precedente e un organico di 228 persone.

Buone le prospettive di crescita anche per il 2021 con un portafoglio ordini da 110 milioni di euro. La grande novità è però il nuovo stabilimento da 5mila metri quadrati per l’ampliamento della produzione a Cimavilla di Codognè. Leader nella progettazione, fornitura e posa in opera di strutture in acciaio, Maeg ha realizzato la maggior parte del fatturato sui mercati esteri e produce, fino alle prove di montaggio, nei cinque stabilimenti tra Veneto e Friuli. «Il 2020 è stato caratterizzato da un consolidamento nel mercato mondiale delle costruzioni in carpenteria, sia nel comparto civile che industriale - dichiara Alessio Ortolan, 38 anni, amministratore unico dell’azienda di famiglia fondata dal padre Alfeo- tuttavia, proprio in quest’ultimo anno stiamo trovando grandi opportunità, grazie al crescente utilizzo dell’acciaio nelle costruzioni pubbliche e a una serie di investimenti ingenti. La dislocazione geografica dei cantieri e la tipologia delle opere - continua Ortolan - confermano che ci stiamo evolvendo e specializzando in mercati considerati di nicchia per l’elevata difficoltà tecnica delle opere. Maeg in questi anni ha dimostrato di poter competere nel mercato mondiale per la qualità tecnica in opere ad elevata difficoltà architettonico-ambientale, grazie alla continua innovazione tecnologica della produzione nei propri stabilimenti, alla ricerca dell’eccellenza nel comparto progettazione e disegno, alla dotazione dei migliori strumenti e software tecnici, di organizzazione e controllo. Ma soprattutto ci siamo da tempo avviati sul percorso della sostenibilità: energia pulita, formazione e assunzioni rivolte ai giovani e alle donne. A tutto ciò si aggiunge quella marcia in più che viene dalla trasformazione della struttura organizzativa con, ad esempio, il raddoppio in percentuale di impiegati e tecnici sul totale degli addetti. Lo scopo è far fronte in maniera sempre più specialistica alle diverse e molteplici necessità e diversità dei vari mercati affrontati».

Cupola Zoo di Beauval (Francia)-2

Nella prima metà del 2021, pur con i contraccolpi dell’aumento delle materie prime, Maeg prosegue la crescita e si impone anche in Italia dove ha intensificato la propria presenza: ha innalzato la torre Unipol di Milano, sta lavorando al nuovo complesso della GSK a Siena e, soprattutto, alle opere affidatele da Ferrovie dello Stato in Sicilia e in Campania. «Sono previsti in Italia e in Europa ingenti investimenti nelle infrastrutture grazie al recovery fund e, in più, le numerose gare già in essere potranno portare importanti acquisizioni nel biennio 2021-2022. Anche per questa ragione, abbiamo predisposto l’ampliamento delle capacità produttive interne con la costruzione di 5mila metri quadrati accanto allo stabilimento di Cimavilla di Codognè. Costruire strade e ponti è un’azione di pace, per noi un continuo atto di fiducia rivolto al futuro» conclude Ortolan. Ed è anche un atto di fiducia rivolto all’Europa. Nel 2020, queste sono state le commesse nel Vecchio Continente. In Romania sono state assunte tre commesse per un ponte e due rotatorie sospese che verranno completate entro i primi mesi del 2022. In Austria la costruzione a Linz del ponte sospeso sul Danubio con gallerie e svincoli. Numerosi i cantieri aperti in Francia per la passerella sopra la ferrovia a La Rochelle, per il ponte ad arco sul fiume a Chambéry e a Tolosa per la teleferica. In Svezia avviata un’opera stradale su un fiordo a Stoccolma, in Olanda il complesso Y Tower, due torri di 110 metri, in Repubblica Ceca ponti ad arco a Olomouc. E ancora, nei Balcani, in Croazia i cantieri sono aperti per un ponte stradale a Omis, a Belgrado per progettazione, fornitura e posa in opera delle strutture metalliche alla “Kula Tower”, torre alta 190 metri, nuovo simbolo della capitale della Serbia e quello per il ponte eccezionale di Kukes, in Albania, con una luce di 270 metri, la più grande mai realizzata in Europa. 

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