Al Vinitaly il prosecco con i lieviti della biodiversita’

Da domenica a Verona l’azienda Borgoluce presenterà le prime vinificazioni ottenuteda una selezione di 7 ceppi autoctoni, che renderanno unico e tipico il profilo sensoriale del vino

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

Borgoluce sempre più proiettata verso un futuro di sostenibilità. L’azienda di Susegana presenterà in anteprima al Vinitaly, che si svolgerà a Verona dal 7 al 10 aprile, due novità assolute. Una è la degustazione delle prime vinificazioni di Prosecco ottenute da una selezione di lieviti aziendali, che renderanno unico e tipicizzato il profilo sensoriale del vino. L’altra è la certificazione Sqnpi, che attesta il sistema di produzione integrata adottato dall’azienda nel segno della sostenibilità, della salvaguardia del territorio e della salubrità. Il progetto dei lieviti aziendali è partito l’anno scorso ed è stato realizzato in collaborazione con la Fondazione Edmund Mach, ente di formazione e ricerca della Provincia autonoma di Trento, centro di riferimento nazionale per l’enologia che, con il laboratorio di microbiologia, sta selezionando lieviti in Toscana (Montalcino e Cortona), Emilia Romagna, Alto Adige, Trentino e, appunto, Borgoluce in Veneto. Il procedimento usato a Borgoluce è stato quello di isolare i microorganismi dell’azienda da masse di vino a fermentazione alcolica spontanea, mediante crescita ripetuta su terreni selettivi, identificando quindi, da una settantina di campioni ottenuti, sette ceppi di S.cerevisiae, presenti nelle fermentazioni spontanee in azienda. Sottoposti a numerosi test fisiologici, i lieviti hanno dimostrato una buona resistenza all’acidità e all’etanolo, i principali fattori limitanti presenti nel vino, e un interessante livello di biodiversità in termini di prestazioni fermentative e profilo organolettico.

«I risultati sono ottimi -spiega Lodovico Giustiniani, amministratore delegato dell’azienda- tanto che abbiamo fatto una microvinificazione che presenteremo al Vinitaly e l’anno prossimo andremo a fare tutte le vinificazioni con i lieviti della nostra azienda. I lieviti diventeranno patrimonio esclusivo della cantina, andando a valorizzare la qualità e la tipicità dei nostri vini, in un’ottica di salvaguardia della biodiversità.e delle caratteristiche del terroir. A guadagnarne sarà anche la qualità, con una maggiore affidabilità delle dinamiche fermentative”. Nella stessa direzione va la certificazione Sqnpi, con il simbolo di un’ape che campeggerà su tutte le 400.000 bottiglie Borgoluce ottenute dalla vendemmia 2018 a conferma della qualità sostenibile. La certificazione, attiva dal 2014 e promossa dal ministero delle Politiche agricole, è un riconoscimento dato alle cantine che adottano strategie e soluzioni agronomiche nell’ottica di un minor impatto ambientale. Dalla gestione del suolo all’uso dell’acqua, dai fertilizzanti agli antiparassitari, tutto viene svolto con l’obiettivo di ridurre gli sprechi e ottenere una qualità sostenibile. “Siamo tra le prime aziende del territorio trevigiano e del Veneto a fregiarsi di questo importante distintivo che risponde alla filosofia Borgoluce, che ha fatto dell’ecosostenibilità e della biodiversità la sua missione. Oggi abbiamo 1.200 ettari di pascoli, boschi, vigneti, frutteti e campi coltivati, con utilizzo di fonti rinnovabili per la produzione di agroenergie e molti prodotti naturali, prodotti interamente in azienda. Crediamo in un’agricoltura che sia sostenibile a livello ambientale, sociale ed economico. Ce lo chiede l’ambiente, ce lo chiedono i mercati, ce lo chiedono i cittadini. E solo così il fenomeno Prosecco potrà garantirsi una lunga vita».

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