Sogni o incubi da quarantena?

Suggerimenti per dormire meglio la notte

Com'è il tuo mondo dei sogni? Dopo essere stati messi in quarantena, costretti a casa, privati delle libertà più semplici e della facoltà decisionale di disporre delle proprie giornate, una percentuale medio - alta di persone, hanno riferito di aver vissuto il rapporto con la ‘ vita notturna’, come una battaglia.  Sonno disturbato, intermittente, difficoltà ad addormentarsi e, quando succede, di vivere incubi disagevoli.

Vivi incubi durante la notte, di solito appena prima del risveglio, raramente rammentabili o dai contenuti narrativi: solo un mix di immagini frenetiche, frammentate, reali e dall’esclusiva capacità di farci risvegliare ansiosi, fortemente disturbati e con un profondo senso di disagio. Ci si rende conto che accettare questo stato, è la norma, dove caos, incertezza e cambiamento, sono divenuti norma.

Sogni o incubi

I sogni sono in qualche modo un mistero. Credevamo che i sogni fossero desideri nascosti o modi suggeriti di auto-miglioramento. Oggi sappiamo che i sogni hanno uno scopo, ma non è quello di inviarci messaggi (il che non vuol dire che non possiamo riflettere sui significati dei sogni e avere conversazioni salutari). Sognare, è più un modo in cui il corpo media il consolidamento della memoria e la regolazione dell'umore. I veri incubi sono una bestia diversa. Sono legati a un trauma, ansia o stress. Sono "prove delle minacce", eventi sconvolgenti incamerati nella vita reale; altri ricercatori affermano che le persone stanno lavorando a della giornata. 


A molti mancano i normali meccanismi di supporto: interazioni con i colleghi, allenamenti in palestra, shopping con amici, stare insieme con la famiglia. Assillati dalle preoccupazioni che molti non hanno mai o raramente sperimentato. Ci si chiede se i nostri cari sono al sicuro, come poter acquistare alimenti di base e forniture domestiche in sicurezza e soprattutto se le cose torneranno mai alla normalità. Il buon senso suggerisce che possono derivarne disturbi del sonno, incubi, ansia e altre forme di disagio psicologico.

I rimedi per (cercare) di dormire bene la notte

Alcuni rimedi che gli esperti medico / psicologici suggeriscono per gestire tutte queste nuove forme di stress includono:

Concentrarsi sugli elementi positivi della giornata vissuta, immediatamente prima di dormire;

Mantenere una routine quotidiana, fatta di faccende domestiche, plan di smart working, l'esercizio fisico e coricarsi ad orari coerenti e pressoché soliti.

Stare lontano da aggiornamenti di notizie, TV, Internet e dispositivi mobili, per almeno un'ora prima di andare a dormire 

Mangiare nel miglior modo possibile, regolare e sano (resisti all'impulso di divorare cibo spazzatura, sfogarsi sul cibo, non giova né al fisico né alla mente).

Ritaglia un’ora per te stesso, magari perdendosi nella narrazione di un libro, suonare uno strumento, disegnare, un bagno caldo.

Trovare modi per mantenere l'equilibrio emotivo. Scoprire o riscoprire pratiche spirituali come la preghiera o la meditazione e praticare tecniche per la gestione della rabbia, imparando a lasciar andare piccole arrabbiature, evirando di riversarle sugli altri.

Così come prima di addormentarsi, anche al risveglio evita di soffermarti a pensare eventuali incubi che ti hanno tediato la notte.

Iniziare la giornata con una breve meditazione. Esercizi di respirazione profonda, sono sempre un toccasana.

Ora che si può uscire all’aperto, pensare di recarsi al parco o comunque in mezzo alla natura, può farti riconnettere con la tua stessa natura, attivando un potente meccanismo di guarigione.

Trovare un modo per divertirsi. Può essere semplice come tirare fuori i vecchi giochi da tavolo / di carte, fare un puzzle, organizzare una sfida di fitness al coperto.

Attivare un meccanismo di protezione, attraverso la consapevolezza dello stato della realtà in cui viviamo ora, è la regola che si pone sul’ ’intero approccio alla quotidianità. Concepire questa situazione come “normale”, perché il ‘rientro’ sarà lento e potrebbe esserci una nuova ondata, è fondamentale. Il recupero adattivo durerà a lungo e non sarà mai del tutto semplice affrontarlo.


 

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