Variante inglese del coronavirus: tutte le informazioni

Gli scienziati sono in allerta

Foto: AGI

Al momento si ipotizza una maggiore velocità nel contagio, che è quello che preoccupa maggiormente, ma non ci sono riscontri su una minore risposta del vaccino.

Dopo l'allarme scattato per l'aumento vertiginoso dei contagi in Gran Bretagna, medici, scienziati e virologi si dicono "in apprensione". "Se è vero che la variante determina una maggiore diffusione, la conseguenza sarà all’inizio un aumento di contagi, poi di ricoveri in terapia intensiva e infine di morti"  afferma in un’intervista Massimo Antonelli, direttore della rianimazione del Policlinico Gemelli e componente del Comitato tecnico scientifico. Fortunatamente, a giudicare dai dati disponibili, l’efficacia dei vaccini non dovrebbe essere compromessa ma ci vorranno mesi prima di avere una percentuale di popolazione immune e quindi poterci ritenere al sicuro.

Perché questa variante causa preoccupazione?

Lunedì, in un annuncio a sorpresa, il Segretario alla Sanità del Regno Unito Matt Hancock ha dichiarato alla Camera dei Comuni che più di mille casi del nuovo ceppo virale sono stati trovati in quasi 60 aree, prevalentemente nel sud dell'Inghilterra e a Londra.

Secondo Reuters gli scienziati stanno cercando di stabilire se la rapida diffusione nell'Inghilterra meridionale di una nuova variante del COVID-19 sia collegata alle mutazioni chiave rilevate nel ceppo, alla proteina "spike" che il virus usa per infettare le cellule umane. Il virologo britannico Chris Smith ha detto alla trasmissione 'BBC Breakfast' che, nonostante si diffonda più rapidamente, la nuova variante del coronavirus potrebbe non essere più "cattiva".

Tre cose si stanno unendo e stanno attirando l'attenzione:

  • Sta rapidamente sostituendo altre versioni del virus
  • Ha mutazioni che colpiscono una parte del virus che probabilmente è importante
  • Alcune di queste mutazioni sono già state dimostrate in laboratorio per aumentare la capacità del virus di infettare le cellule
  • Si diffonde soprattutto tra la popolazione giovane

Tutti questi elementi che si uniscono creano il timore che il virus possa propagarsi più facilmente.

Tuttavia, non ci sono certezze. Il n uovo ceppo inglese potrebbe diffondersi di più semplicemente perchè era nel posto giusto al momento giusto, come Londra, che fino a poco tempo fa aveva solo restrizioni alte.

Quanto più velocemente si sta diffondendo?

È stato rilevato per la prima volta a settembre. A novembre circa un quarto dei casi a Londra erano la nuova variante. Ciò ha raggiunto quasi i due terzi dei casi a metà dicembre.

La cifra citata dal primo ministro Boris Johnson era che la variante potrebbe essere fino al 70% più trasmissibile.

Quel numero del 70% è apparso venerdì in una presentazione del dottor Erik Volz, dell'Imperial College di Londra. - Fonte BBC

In Italia

È possibile che questa variante inglese circoli da tempo nel nostro paese e pare essere molto frequente, ma non ce ne siamo accorti perché non abbiamo fatto una sorveglianza molecolare, cosa che invece bisogna fare per tener conto di varianti che circolano in una determinata area. Inoltre gli scienziati hanno rilevato almeno 13 varianti che circolano in Italia.

In Veneto come in Campania, nelle Marche, in Puglia, in Abruzzo: sono sempre più numerosi i casi risultati positivi alla variante inglese del Covid-19. I tamponi esaminati presentano le mutazioni del gene S tipiche di questa variante.

Dopo Roma , un caso è stato rilevato anche a Loreto, in provincia di Ancona, si tratta di una persona che non ha avuto collegamenti diretti con la Gran Bretagna e che si è sottoposta a tampone molecolare nei giorni scorsi perché aveva un forte raffreddore e che ora è in isolamento con la famiglia.
"La variante di Sars-CoV2 che sta circolando presenta delle mutazioni sulla proteina di superficie del virus, la cosiddetta Spike. Nonostante si ipotizzi che queste mutazioni possano aumentare la trasmissibilità del virus, non sembrano alterare né l'aggressività clinica nè la risposta ai vaccini", ha detto il Direttore Generare della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza. - Fonte Ansa

In Veneto

«È stato trovato il virus inglese in Veneto». Il governatore del Veneto Luca Zaia, il 26 dicembre 2020 in diretta dalla sede regionale della Protezione civile, annuncia che grazie al lavoro di squadra messo in campo la scorsa estate con l'Istituto zooprofilattico delle Venezie, sono stati mappati i tamponi e rintracciati tre soggetti, due ragazzi e un quarantenne,  2 casi nella provincia di Treviso ed uno della provincia di Vicenza, due donne ed un uomo, tutti under 40, che sono risultati positivi alla temuta variante inglese. Inoltre, una quarta persona, contatto del positivo di Vicenza, è tenuta sotto controllo. Si tratta di persone che presentano febbre e spossatezza e sono in isolamento domiciliare.

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